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Chi sono i fermati per gli scontri a Piazza del Popolo per la manifestazione dei No Green pass

Il leader di Forza Nuova Castellino fermato dopo gli scontri a Piazza del Popolo insieme ad altre tre persone. Fiore era presente durante l’assalto alla sede della Cgil

Il leader di Forza nuova Giuliano Castellino è stato fermato dopo gli scontri di ieri pomeriggio a piazza del Popolo nel centro di Roma durante la manifestazione contro il Green pass. Castellino è stato portato in questura dove gli investigatori stanno accertando le sue responsabilità. In totale le persone fermate sono quattro ma al vaglio della polizia ci sono altre posizioni. La manifestazione dei No vax e dei no Green pass è iniziata nel primo pomeriggio a piazza del Popolo ed è proseguita per le vie del centro storico, da via del Corso a via Veneto, passando per Villa Borghese, seminando il caos. Un gruppo di manifestanti si è diretto alla sede della Cgil in Corso d’Italia e, dopo aver rotto una finestra, alcuni facinorosi sono riusciti a entrare e hanno sfasciato gli arredi al pian terreno. Tra loro anche Roberto Fiore. Nel frattempo il resto dei manifestanti a piazza del Popolo ha continuato a tentare di forzare il blocco delle forze dell’ordine lanciando anche sedie contro gli agenti. A piazza Barberini, a via del Tritone e a Largo Chigi ci sono stati scontri con lanci di lacrimogeni e bombe carta.


Chi è Giuliano Castellino

Giuliano Castellino, 44 anni, è il leader della protesta contro il Green pass. A gennaio era stato destinatario di una sorveglianza speciale proprio per alcune azioni violente durante le manifestazioni contro il lockdown. Castellino era a Piazza del Popolo a manifestare anche il 14 e il 28 agosto scorsi. A settembre a Castellino era stato notificato un Daspo nei confronti degli eventi sportivi. Il primo settembre proprio Castellino era entrato allo stadio nell’occasione di una partita della A.S. Roma sottoponendosi al test del tampone per avere il Green pass. Ha ricevuto altri due Daspo nel 2017 e nel 2018. Repubblica scrive che ieri in piazza c’era anche Giuseppe Meloni, detto Pinuccio la Rana, ex capo dei Boys della curva sud romanista ed ex consigliere di municipalità del Movimento Sociale Italiano: fu tra i protagonisti, nel ’94, della guerriglia allo stadio di Brescia culminata con l’accoltellamento del vicequestore Giovanni Selmin. Sempre il quotidiano racconta che in piazza c’era anche Andrea Insabato, ex Terza Posizione, già vicino a Forza Nuova e Militia Christi, condannato in primo grado a 12 anni per il maldestro attentato alla redazione del Manifesto (22 dicembre 2000): oggi è attivo sui social col nickname “Andrea Rinascita”.


In piazza c’era anche Luca Castellini, quasi omonimo di Castellino e leader della curva dei tifosi del Verona. Presente anche il magistrato no vax Angelo Giorgianni, osannato in quanto autore del libro Strage di Stato. Le verità nascoste del Covid 19: una specie di manifesto per negazionisti e complottisti. «Siamo 100 mila. Oggi fermiamo il certificato verde. La forza della piazza contro la tirannia sanitaria, la forza della gente contro le emergenze inventate», aveva detto all’agenzia di stampa Agi Castellino poco prima delle tensioni. «Ci hanno caricato, siamo stati investiti da un blindato della polizia», ha sostenuto successivamente il leader di Forza Nuova. A rimanere ferito, secondo quanto riferito da Castellino, anche Massimo Ursino, leader della frazione siciliana del movimento di estrema destra. Una ricostruzione questa che non risulta alla questura di Roma che, in serata, sottolinea che «i dispositivi di ordine pubblico stanno gestendo le varie manifestazioni in cui viene usata violenza ‘con interventi proporzionati alle azioni dei manifestanti’. Sono stati utilizzati – si aggiunge – lacrimogeni e idranti per disperdere i gruppi violenti».

Gli scontri a Piazza del Popolo

Forza Nuova è una formazione nazionalista e neofascista fondata nel 1997 da Roberto Fiore e Massimo Morsello. Dal 2008 è presente con proprie sedi in tutte le regioni d’Italia. Ma, racconta oggi il Corriere della Sera, in strada, pronte a fronteggiare i celerini in tenuta antisommossa, c’erano persone a viso scoperto, uomini e donne non più giovani che gridavano esasperati, immobili e quasi indifferenti al getto degli idranti. Presenze quasi «spiazzanti» per chi deve resistere e se del caso caricare. Uomini e donne di diversa estrazione sociale e di diverso colore politico, anche se la ‘regia’ della piazza, di questa piazza, è da tempo in mano all’estremismo di destra, da Forza Nuova a Casapound. Tutti insieme uniti nella lotta contro il certificato verde e la “dittatura sanitaria”.

Gruppi organizzati e ‘cani sciolti’ chiamati a raccolta nei giorni scorsi anche attraverso le chat in cui si lanciava la nuova protesta e si raccontava in tempo reale la rabbia. Una protesta annunciata nei giorni scorsi: «la resistenza non ha confini. Le piazze d’Italia si fermeranno e scenderanno a Roma contro il Green Pass per il lavoro e la libertà», avevano scritto nei giorni scorsi gli organizzatori della manifestazione di piazza del Popolo. Dove sono confluite, secondo le stime delle forze dell’ordine, più di 10 mila persone. E ancora: «Manifestazione a tempo indeterminato», avevano sottolineato poco prima dell’inizio del sit-in dal movimento IoApro. Nato nei mesi scorsi per protestare contro le chiusure decise dal governo per contenere la pandemia e già più volte promotore di manifestazioni nella Capitale.

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