Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Anarchici, sindacalisti, centri sociali: chi sono i No Green pass “di sinistra” che fanno concorrenza ai fascisti

Non solo Forza Nuova: dal Partito Comunisti ai sindacati come Usb e Cobas, tutti insieme in piazza contro la Certificazione Verde Covid-19

C’è Marco Rizzo con il suo Partito Comunista. Ci sono i sindacati di base in polemica con il moderatismo di Cgil, Cisl e Uil. E poi ci sono gli anarchici in azione durante i cortei di Milano: una quarantina in tutto, provengono dalla città o da Varese. Vengono attenzionati dalla Digos. Non c’è solo Forza Nuova a capo del movimento No Green pass. Anzi. Degli oltre 100 manifestanti identificati durante il corteo No Green pass di ieri la Polizia di Milano «sta valutando la posizione di circa 40 persone aderenti all’area anarchica milanese e varesina» per la loro denuncia. Le indagini – spiega la Questura – in relazione al «flusso disordinato di circa 10 mila persone, riunitesi senza preavviso» che hanno attraversato il centro tentando, senza riuscirci, di avvicinarsi a Regione, Corriere della Sera e Cgil «hanno portato a due arresti e otto indagati per interruzione di servizio pubblico, violenza privata, istigazione a disobbedire alle leggi e per manifestazione non preavvisata».


Comunisti No pass

Tra i più attivi c’è lo stalinista neocon Marco Rizzo. Che con il suo Partito Comunista ha proclamato lo sciopero generale dal 15 al 20 ottobre «contro il Green pass e ogni forma di ricatto sul luogo di lavoro». Repubblica ricorda oggi che di fronte alle scene dell’assalto alla Cgil, Rizzo ha evocato una non ben chiara strategia della tensione. Come Giorgia Meloni. Comunque, e questo lo premettono tutti a sinistra, «non è una battaglia contro il vaccino, ma – è la posizione del Pc – contro un mezzo anti-scientifico, inutile, ricattatorio, divisivo e degradante come il Green pass nei luoghi di lavoro». E non è l’unico. Sempre il quotidiano ricorda che nelle settimane scorse il collettivo di scrittori Wu Ming ha veicolato un kit di pronto soccorso antifascista contro il nuovo lasciapassare. Dopo qualche giorno sul proprio blog Giap, in due puntate, hanno rilanciato una lunga riflessione sui perché e sui per come dell’avversione. Arrivando a sostenere che «nel loro modo sballato, quelli che il mainstream e la sinistra perbene chiamano no vax sono tra i pochi a tentare una critica alla scienza medica sul versante della produzione, dei rapporti di proprietà. Nel loro confusionismo, alcuni di loro sono istintivamente più “marxisti” di certi eredi del marxismo smarritisi nello scientismo».


Poi ci sono i sindacati di base. Cobas, Usb, Cub: tutti in contrapposizione anche per distinguersi da Cgil, Cisl e Uil. Con le quali lo scontro rimane aperto. Come testimonia quello che è successo a Milano, davanti alla Camera del Lavoro. Dove si sono fronteggiati il servizio d’ordine della Cgil e le bandiere rosse dei sindacati di base. Il corteo, che è sfilato per oltre cinque ore, infatti, ha sostanzialmente bloccato la circolazione, anche dei mezzi pubblici, fino a quando si è sciolta, dopo le 22, in piazzale Loreto. Tra gli oltre 100 manifestanti identificati durante il corteo che più volte si è diviso prendendo direzioni diverse la Polizia sta però valutando la posizione di “circa 40 persone aderenti all’area anarchica milanese e varesina” per un eventuale loro denuncia. La Questura parla di “flusso disordinato” di circa 10 mila persone, “riunitesi senza preavviso” che hanno attraversato il centro del capoluogo lombardo tentando, senza riuscirci, di avvicinarsi a obiettivi sensibili: Regione Lombardia, Corriere della Sera e Cgil. Dell’inchiesta si occupa il capo del Pool antiterrorismo della Procura di Milano, Alberto Nobili.

Continua a leggere su Open

Leggi anche: