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Caso Ciro Grillo, ancora un rinvio dell’udienza preliminare. Bongiorno: «L’enfasi mediatica ha messo a dura prova la vittima»

Secondo quanto deciso dal Tribunale, il rinvio al 26 novembre è necessario per permettere la «trascrizione di intercettazioni inedite e ritenute rilevanti»

Dopo lo slittamento dello scorso luglio, nuovo rinvio dell’udienza preliminare per decidere se Ciro Grillo, Edoardo Capitta, Vittorio Lauria e Francesco Corsiglia dovranno andare a processo o se le loro posizioni verranno archiviate. I quattro sono accusati di violenza sessuale di gruppo nei confronti di una studentessa italo-norvegese conosciuta al Billionaire di Porto Cervo, in Sardegna, nell’estate 2019. Per permettere la trascrizione delle telefonate che erano state autorizzate dal pm, ritenute fondamentali da entrambe le parti, la nuova udienza è stata rinviata al prossimo 26 novembre. Oggi, al Tribunale di Tempio Pausania (provincia di Sassari), i quattro – che hanno scelto e confermato il rito ordinario – hanno deciso di non presentarsi in aula e sono stati rappresentati dai rispettivi legali, mentre a difendere la studentessa era presente l’avvocato Giulia Bongiorno. Poco prima di entrare in Tribunale, Bongiorno ha osservato che «ogni volta che la vicenda riemerge sui media, per la mia assistita è come spargere sale su una ferita ancora aperta, l’enfatizzazione mediatica è stata una prova pesante». Bongiorno, a inizio novembre, aveva depositato in Tribunale una perizia medico-legale redatta dal professor Enrico Marinelli della Sapienza di Roma. In questo documento viene ipotizzata la somministrazione alla studentessa di sostanze inibitorie come il Ghb (anche detta “droga dello stupro“), sostanze che sarebbero alla base della sensazione di intontimento e di perdita di coscienza da lei confermata in sede di denuncia della violenza sessuale.


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