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Coronavirus, in Germania non si ferma la propaganda dell’ultradestra: «Basta con terrore e dittatura»

Secondo quanto riportato da «Der Spiegel», c’è una relazione tra il successo dell’Afd e l’aumento dei contagi in Germania

«La dittatura dei vaccini si sta prendendo tutta l’Europa, mentre i migranti non immunizzati attraversano il confine polacco». La frase fa parte del repertorio dell’ultradestra tedesca, che si conferma ferma sostenitrice delle teorie No vax. «Mentre stupratori, assassini e migranti illegali si aggirano liberamente, in Germania si vogliono rinchiudere o escludere i non vaccinati. Basta con il terrore della vaccinazione!», si legge sulla pagina Twitter dell’Afd – Alternativa per la Germania – capitanata da Jorg Meuthen e Tino Chrupalla. Un partito che cerca in tutti i modi di mostrarsi controcorrente, adottando qualsiasi posizione purché sia opposta a quella governativa. «Quando è arrivato il Covid la prima cosa che l’Afd ha detto è stata che il governo non stava facendo abbastanza, che doveva imporre un blocco immediato – ha scritto Aiko Kempen, un giornalista d’inchiesta indipendente -. E quando il governo ha riconosciuto la pericolosità del Covid, l’Afd ha cambiato posizione, criticando le restrizioni».


La curva dei contagi

Intanto nel Paese il bollettino dà la curva epidemiologica in crescita, mentre il tetto delle ospedalizzazioni si avvicina al livello d’allarme. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, sembra proprio che ci sia una relazione tra il successo dell’Afd e l’aumento dei contagi. L’Istituto di ricerca per la coesione sociale ha studiato la connessione tra i voti elettorali e la diffusione del virus. Il risultato è chiaro: che sia per la retorica no-vax o per la sfiducia nel governo, più è alto il numero di voti che l’Afd ha ottenuto in una regione alle elezioni federali del 2017, più velocemente il Covid si è diffuso in quella regione nel 2020. «Se l’Afd ha guadagnato un punto percentuale in più in un distretto, allora lì l’incidenza è più alta di circa 2,2 punti percentuali nella fase della prima ondata», ha affermato Christoph Richter, un sociologo che studia il fenomeno dell’estremismo di destra al Jena Institute for Democracy and Civil Society. Nel Paese il tasso di cittadini che si sono vaccinati è fermo al 67,9%: lo zoccolo duro dei no vax è difficile da scardinare. Alle scorse elezioni oltre il 50% degli elettori non vaccinati ha scelto l’Afd. Un altro 15% vota invece un partito di estrema destra, Die Basis, vicino al mondo dei Querdenker, il movimento dei negazionisti.


Afd contro il lockdown

Quando i contagi aumenteranno oltre la soglia stabilita, in Germania scatterà «la regola del 2G+» che permette l’accesso agli spazi pubblici, dai ristoranti in poi, solo a vaccinati o guariti muniti anche di tampone negativo. Un quadro epidemico allarmante, aggravato dal «muro» – come lo chiama la Repubblica – innalzato dell’ultradestra contro «la dittatura del Covid». Un muro che si percepisce tanto nelle strade quanto tra le alte sfere della politica: al Bundestag – il parlamento federale tedesco – un gran numero di parlamentari dell’ultradestra si è presentato senza vaccino e senza tampone negativo, requisiti necessari per accedervi. Per questo sono stati costretti a prendere posto sulle tribune degli ospiti invece che sui propri banchi. Le diatribe politiche riflettono inevitabilmente anche la situazione del Paese reale. «La Sassonia ha il più basso tasso di vaccinazione. Uno dei motivi è la situazione politica: c’è molto scetticismo sulle decisioni del governo – ha spiegato Kempen -. Circolano molte teorie su come le vaccinazioni possono farti ammalare, su come il virus forse non esiste nemmeno. Qui l’Afd ha raggiunto il suo miglior risultato elettorale».

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