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Vaccini, c’è il via libera dell’Aifa per la fascia 5 -11 anni. Lega: «Per i bambini decidano mamma e papà»

Il parere è arrivato al termine della riunione della Commissione tecnica scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco

L’Aifa ha dato l’ok alla somministrazione dei vaccini tra gli under 12. La vaccinazione tra i 5 e gli 11 anni avverrà con due dosi del vaccino Pfizer con una dose ridotta (un terzo del dosaggio autorizzato per adulti e adolescenti) e con formulazione specifica. Il parere è arrivato oggi, 1 dicembre, dopo la riunione della Commissione tecnico scientifica dell’Agenzia italiana del farmaco. L’Ema aveva dato la sua approvazione lo scorso 25 novembre. I dati disponibili, dicono dall’Aifa, «dimostrano un elevato livello di efficacia e non si evidenziano al momento segnali di allerta in termini di sicurezza». L’incidenza tra i più piccoli è in continuo aumento anche a causa della variante Omicron del Coronavirus, e, guardando al caso degli Stati Uniti, dove è passata dal 3% al 30% della popolazione contagiata, l’Italia accelera per coinvolgere i bambini nella campagna vaccinale.


Franco Locatelli, presidente del Consiglio superiore di sanità, ha già annunciato che le prime dosi pediatriche – pari a un terzo delle quantità inoculate negli adulti – saranno disponibili già il prossimo 23 dicembre in Italia. «Sta diventando una malattia pediatrica», aveva sottolineato Giorgio Palù, presidente dell’Aifa, a Porta a Porta. «La fascia di età dai 5 agli 11 anni è quella che presenta i casi incidenti più frequenti. Non solo, c’è il rischio per un bambino su 100 che contrae l’infezione di essere ospedalizzato». La prima reazione è arrivata dalla Lega che ha diffuso solo una breve nota: «L’importante è che per i bambini non ci siano nessun obbligo, esclusione o discriminazione. Siano mamme e papà a decidere cosa fare, non altri».


In tanti temono che gli effetti collaterali del vaccino siano più gravi di quelli riscontrati nei trial

Se appare certo che la campagna vaccinale partirà a breve per la fascia di età 5-11 anni, non è altrettanto scontata l’adesione da parte dei genitori dei bambini. Il ministero della Salute ha individuato nei pediatri la chiave di volta per convincere madri e padri dell’importanza e della sicurezza del farmaco di Pfizer, già raccomandato dall’Ema per gli under 12. In tanti ignorano ancora che la Covid-19, seppure meno frequentemente rispetto alla popolazione adulta, può far scaturire sintomi gravi anche nei bambini. In tanti, nella stessa misura, temono che gli effetti collaterali del vaccino siano più gravi di quelli riscontrati nei trial: stanchezza, dolore al braccio, un po’ di febbre. Al momento, si discute sulla soglia di under 12 da immunizzare per rendere efficace la campagna vaccinale sui bambini. La quota ritenuta positiva, spiega il consulente del ministro della Salute Walter Ricciardi, si colloca tra il 60 e il 70% della popolazione 5-11 anni. Una percentuale simile a quella raggiunta tra i ragazzi nella fascia di età 12-19.

Per il governo somministrare le dosi nella metà dei bambini è ritenuto l’obiettivo minimo

«Al 50-60% ci dovremmo arrivare facilmente, più complicato sarà riuscire a salire», afferma l’epidemiologo Pierluigi Lopalco. Fonti vicine al governo dicono che somministrare le dosi nella metà dei bambini è ritenuto l’obiettivo minimo. Ma Palazzo Chigi e il ministero della Salute lavorano a una strategia di comunicazione per sensibilizzare innanzitutto i medici, con lo slogan «parlane con i tuoi pediatri». Poi, da quando le mini-dosi arriveranno effettivamente in Italia, è plausibile che l’opera di persuasione sarà dirottata direttamente sui genitori. Mini-dosi perché il vaccino Pfizer da somministrare ai bambini contiene è di 10 microgrammi, contro i 30 microgrammi inoculati negli adulti. Se Locatelli come data di inizio della campagna sugli under 12 ha annunciato il 23 dicembre, non è escluso che la macchina possa mettersi in moto con una settimana in anticipo. Il 30 novembre, infatti, le società farmaceutiche Pfizer e Biontech che producono il Comirnaty hanno dichiarato di voler anticipare la consegna delle mini-dosi in Europa al 13 dicembre.

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