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Inchiesta sui conti della Juventus, indagato anche il general counsel Cesare Gabasio

Intanto i pm torinesi hanno ordinato una nuova perquisizione in casa bianconera. Nel mirino i rapporti tra il club e Ronaldo

C’è un nuovo indagato nell’ambito dell’inchiesta della procura di Torino sui conti della Juventus. Si tratta dell’avvocato Cesare Gabasio, nominato a gennaio 2021 general counsel and chief legal officer della società. Al vaglio dei magistrati plusvalenze per 282 milioni di euro in tre anni (su un totale di circa 320 messe in contabilità), considerate in gran parte derivanti da operazioni di calciomercato fittizie, e che avrebbero determinato un «miglioramento fraudolento degli indici di bilancio», come scrive la Procura. Nel mirino di chi indaga anche violazioni della normativa in materia di fatture. Nelle ultime ore i pm torinesi hanno eseguito nuove perquisizioni in casa bianconera. Le nuove ricognizioni sono state decise dopo gli interrogatori di questi giorni dei manager del club, ascoltati come testimoni. Alcuni documenti acquisiti dalla Procura di Torino riguarderebbero i rapporti della Juventus con Cristiano Ronaldo e in particolare l’accordo per la cessione al Manchester United. Con le perquisizioni la guardia di finanza era stata incaricata di recuperare la documentazione contabile ed extracontabile.


Cesare Gabasio, general counsel and chief legal officer

Da chiarire l’esistenza di una scrittura privata sui rapporti della società con il calciatore. Sembra che questo documento possa essere importante ai fini della correttezza del bilancio 2021. «Se quella carta salta fuori abbiam … ci saltano alla gola tutto sul bilancio», era la frase intercettata dalla guardia di finanza che ha spinto i pm a indagare su questa circostanza. A pronunciarla, il 23 settembre di quest’anno, i manager Gabasio e Federico Cherubini, entrambi indagati. Stando ai legali della società, il decreto di perquisizione comunque «non modifica le ipotesi investigative del precedente provvedimento notificato venerdì scorso, ma specifica la presunta esistenza di documentazione della quale, al momento, non risulta il rinvenimento».


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