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Dai vaccini «acqua sporca» al complotto mondiale, le teorie più strambe diffuse agli Stati generali dei No Green pass

Si è tenuta ieri a Torino il convegno organizzato dalla «Commissione dubbio e prevenzione». Tra gli ospiti, Carlo Freccero, Giorgio Agamben e Nunzia Schirilò. Ecco una piccola rassegna delle bufale e dei complotti sentiti durante il convegno

Quasi dieci ore di diretta streaming per 58 interventi di filosofi, medici, giuristi e politologi della galassia No vax. È il convegno della «Commissione dubbio e precauzione», che si è svolto ieri a Torino, promosso dal docente di diritto civile ed ex candidato sindaco Ugo Mattei. Insieme a lui, il massmediologo Carlo Freccero, in veste di portavoce, e i filosofi Giorgio Agamben e Massimo Cacciari, che però ha dato forfait. Una Commissione che di «dubbi e precauzioni» ne ha ben pochi, viste le certezze granitiche con cui gli invitati si sono espressi nei loro interventi. E proprio i toni di manifesto politico hanno fatto parlare i media di «prove generali di partito», un primo tentativo di mettere insieme quel variopinto universo della controinformazione che raccoglie le teorie più disparate e bizzarre. Eccone alcune.


«I vaccini non sono vaccini»

La tesi che i vaccini non siano altro che “acqua sporca” è ormai un classico dei No vax, non a caso tutti gli ospiti del convegno hanno preferito chiamarli «sieri», oppure «iniezioni generiche sperimentali». Per precauzione sarebbe meglio non farli, hanno continuato a ripetere, anche perché «nessun vaccino è più efficace della guarigione dalla malattia». Lo ha detto, tra gli altri, Virginie de Araujo-Recchia, avvocato francese che si è lasciata andare a fantasiose speculazioni scientifiche: «Le iniezioni di terapia genica sperimentale (ne parliamo qui) non dovevano essere messe sul mercato. Mentre l’antivermi, bocciato da tutte le autorità regolatorie, è efficace». L’avvocato ha annunciato, inoltre, di aver denunciato il governo francese per «genocidio». Non manca poi chi dice che sono proprio i vaccini i responsabili delle morti. In particolare, ne ha parlato il ginecologo francese Hubert Debiolles, emigrato in Polinesia per evitare l’obbligo vaccinale: «Il vaccino diffonde la malattia – ha detto -. Tutti sanno che non funziona, più ci si vaccina più ci si ammala. Dobbiamo fermare tutto». Da tempo infatti circolano studi non ufficiali sugli effetti mortali dei vaccini, tutti definiti scientificamente infondati dagli esperti.


«I No vax come Gesù sulla croce»

Anche la retorica dei No vax come ultimo baluardo della verità in un mondo che cerca di silenziarli non è nuova. Ma qui è stata portata all’estremo. «Dobbiamo abbandonare l’Unione europea. La sua struttura politica è come quella dell’Unione Sovietica», ha consigliato Debiolles, improvvisandosi politologo. Naturalmente ci sono tante alternative a questa figura retorica, dalla resistenza contro il nazismo, a chi veniva bruciato sul rogo dalla Santa inquisizione. Ma non sono paragoni azzeccati secondo Nunzia Schilirò, vicequestora No vax di Catania sospesa dalla polizia e recentemente contagiata dal Covid. «Bisogna tornare al periodo dell’Impero Romano – ha detto -, Gesù venne crocifisso perché ebbe il coraggio di manifestare il proprio pensiero».

«Il complotto globale»

Ad un certo punto Facebook avrebbe, secondo loro, oscurato l’evento. Una “prova schiacciante”, secondo i complottisti, che Zuckerberg sia un servo delle Big Pharma. «Una censura a dir poco allarmante», hanno detto gli organizzatori. La teoria è stata, poi, approfondita dallo psicoterapeuta Massimo Citro, sospeso dall’ordine dei medici perché non vaccinato: «Si sta facendo una sperimentazione a livello mondiale», per far risorgere dalle ceneri un settore in perdita (ne parliamo qui e qui). «L’industria farmaceutica stava attraversando una crisi sempre più profonda», per salvarla è stato necessario creare una pandemia globale e far morire molte persone. «La vaccinazione obbligatoria è legata al desiderio dell’alta finanza di accelerare il movimento verso l’euro digitale e la moneta mondiale», ha spiegato l’ingegnere Philippe Guillemant. Si tratta, in poche parole, di un progetto molto ampio che prevede diverse forme di boicottaggio economico, come lo sciopero dei consumi, che consiste nell’astensione dai regali di Natale, per evitare acquisti nella grande distribuzione e online.

«Combattere i poteri forti»

Come vincere contro il sistema? Lo ha spiegato Carlo Freccero: «Dobbiamo distruggere la propaganda mainstream, facendo emergere i documenti scientifici sepolti che hanno difficoltà a comparire». Poi, è importante realizzare una mappatura del territorio per individuare «medici e avvocati che possano aiutare le persone estromesse dal lavoro» a causa del rifiuto di vaccinarsi. Giorgio Agamben, poi, ha rincarato la dose: «Bisogna pensare a una forma di agire più concreta. Serve lucidità perché gli avversari che abbiamo davanti sono intellettualmente morti». In chiusura, il promotore dell’evento, Ugo Mattei, ha chiarito perché ha scelto di non vaccinarsi: «Per una volta voglio vedere il mondo dal punto di vista dei perdenti del processo sociale. Così capirò cosa vuol dire essere esclusi e potrò immaginarmi una via politica diversa. Se poi succederà o no, vedremo».

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