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Mai così tanti contagi da novembre 2020: dalla Lombardia alla Campania, le Regioni a rischio zona gialla o arancione

La Lombardia ha superato gli 8 mila casi in un giorno. Il Veneto, già in giallo, può passare in arancione. Ecco le zone più a rischio

Non sarà un Natale in bianco per l’Italia, o almeno non per tutte le regioni. Da settimane, sono in costante aumento i casi Covid-19, spinti dalla diffusione della variante Omicron. Nelle ultime 24 ore è stata superata quota 30 mila casi in un giorno, mai così tanti da novembre 2020. E così molte regioni cambiano colore, o si preparano a farlo, in vista dei dati del monitoraggio dell’Istituto superiore di sanità (Iss). Sono già in giallo Calabria, Friuli-Venezia Giulia, Province di Bolzano e Trento, Liguria, Marche e Veneto.


Veneto in arancione?

La Regione del governatore Luca Zaia rischia di virare a breve verso l’arancione: «Il nostro modello dice che almeno fino alla prima settimana di gennaio saremo in crescita con i contagi e ci avvicineremo alla zona arancione. Questo continuerà a permetterci di vivere quasi normalmente perché siamo vaccinati. Per chi non lo fosse, però, significa chiusura dei confini comunali e di molte attività». Oggi la regione ha registrato altri 4.716 contagi, in aumento rispetto agli ultimi tre giorni. Anche il Friuli-Venezia Giulia potrebbe passare dal giallo all’arancione.


Lombardia ed Emilia-Romagna in bilico

La Lombardia, invece, si trova in bilico tra il bianco e il giallo. «Un anno fa eravamo in zona rossa e gli ospedali erano sotto una pressione indicibile, oggi, sia per quanto riguarda i ricoveri in terapia ordinaria che in terapia intensiva, sta crescendo il numero ma è ancora sotto controllo – ha detto il governatore della regione Attilio Fontana – Per quanto riguarda i ricoveri in terapia intensiva abbiamo da poco superato la misura fatidica del 10%, mentre per quanto riguarda le terapie ordinarie siamo al 12,3%, per cui dovremmo aspettare i dati di giovedì per capire se passeremo in zona gialla o resteremo in zona bianca». I contagi stanno crescendo (oggi sono stati più di 8 mila), ma il numero di ricoveri sia ordinari che in terapia intensiva rimane stabile. «Evidentemente la vaccinazione ha contribuito in maniera sostanziale ad abbassare la gravità delle infezioni», ha aggiunto Fontana. Numeri al limite anche in Emilia-Romagna.

Lazio verso la zona gialla

Il Lazio aspetta la zona gialla a Capodanno, mentre dal 23 dicembre la mascherina sarà obbligatoria anche all’aperto. «Rispetto a un anno fa la pressione sulla rete ospedaliera è molto, molto inferiore. Detto questo, siamo ancora in una situazione di zona bianca, ma con una evoluzione che probabilmente ci porterà ad un cambio colore verso il Capodanno», ha detto ieri l’assessore alla Sanità del Lazio, Alessio D’Amato, a Rai Radio 1. Oggi, intanto, il Lazio ha registrato 2.285 nuovi casi positivi (+647), sono 13 i decessi (-1), 915 i ricoverati (+11), 128 le persone nelle terapie intensive (+9) e +1.104 i guariti. Il rapporto tra positivi e tamponi è al 3,5%.

L’allarme di De Luca in Campania

Per il presidente della Campania, Vincenzo De Luca, la sua regione dovrebbe già stare in arancione da un po’: «Vi invito a stare attenti perché la variante Omicron sta esplodendo – ha detto – Rispetto ai dati che abbiamo della sanità campana noi dovremmo stare già in zona arancione, non in zona gialla». L’occupazione di posti di area medica per ricoveri Covid ordinari è del 12,5%, mentre è del 6% quella dei posti in terapia intensiva. «Reggiamo perché reggiamo sui ricoveri in area medica e in terapia intensiva. Dal punto di vista strettamente sanitario noi avremmo interesse ad andare subito in zona arancione, ma dal punto di vista sociale ed economico no, perché sarebbe una tragedia bloccare di nuovo l’economia della regione», ha aggiunto De Luca.

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