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Grecia, aumentano i naufragi dei migranti che sognano l’Europa: 27 morti in poche ore

Nel tratto di mare che divide la Turchia dalle isole greche, nell’ultima settimana, sono stati segnalati almeno tre naufragi. Arrestati alcuni trafficanti di esseri umani

È passato solo qualche giorno dal disastro delle Cicladi, quando un barchino salpato dalla Turchia con almeno 50 migranti a bordo è affondato: la risacca ha rivelato il naufragio trascinando i corpi senza vita sulle rive dell’isola di Folegandros. Oggi, sempre dal Mar Egeo, arrivano notizie di altre morti tra i migranti che sognavano di raggiungere l’Europa approdando su uno dei migliaia isolotti greci, nonostante le temperature rigide. Il 25 dicembre la guardia costiera di Atene ha aggiornato il bollettino del naufragio che ieri ha interessato un’imbarcazione con circa 79 persone a bordo: sono 16 i cadaveri recuperati, tra cui 12 uomini, tre donne e un bambino. Messe in salvo, invece, le altre 63 persone che erano arrivate a poche miglia dall’isola di Paros il giorno della vigilia di Natale. Poche ore prima di quest’ultimo incidente, altri 11 corpi sono stati recuperati in mare dopo l’affondamento di un’imbarcazione con un centinaio di migranti a bordo. Una novantina i sopravvissuti, di cui 52 uomini, 11 donne e 27 bambini. Lo stesso giorno – il 24 dicembre – la polizia greca ha arrestato tre persone accusate di traffico di esseri umani. «Questo incidente è un doloroso promemoria del fatto che le persone continuano a intraprendere viaggi pericolosi in cerca di sicurezza – ha dichiarato Adriano Silvestri, rappresentante dell’Unhcr in Grecia -. Tali tragiche morti sono evitabili, anche attraverso l’istituzione di percorsi regolari e sicuri che potrebbero impedire alle persone di ricorrere ai trafficanti».


Immagine di copertina: EPA/ERDEM SAHIN


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