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Gas e nucleare fonti green? L’Ue tira dritto. E Salvini stavolta è con l’Europa: «Referendum e tavolo sulle bollette»

La Commissione Ue accelera sul documento che renderà “green” gas e nucleare: dal 12 gennaio possibile via libera al nuovo piano per accelerare il percorso verso le emissioni zero

Il nucleare e gas sono i nuovi cavalli di battaglia della Lega contro i rincari delle bollette. E il segretario del Carroccio Matteo Salvini dice di esser pronto a «raccogliere firme per un referendum che porti il nostro Paese in un futuro energetico indipendente, sicuro e pulito, perché l’Italia su questo punto, non può stare ferma». Proposta che già infiamma lo scontro nella maggioranza, con il grillino Crippa che boccia la sola idea di riconsiderare il ritorno dell’energia nucleare in Italia: «Sono ricette vecchie e sbagliate – dice il deputato – Salvini inizi dicendoci in quali territori insedierebbe le centralie in quali vuole portare le scorie radioattive». E oggi, 1 gennaio, la Commissione Ue ha fatto sapere che fino al prossimo 12 gennaio gli Stati membri potranno contribuire con i propri esperti nazionali alla definizione della bozza del documento che prevede di includere l’energia nucleare e il gas naturale nelle fonti green, al fine di accelerare il percorso verso le emissioni zero. Dopo il 12 gennaio la Commissione «adotterà formalmente l’atto» e lo sottoporrà all’esame del Parlamento europeo e del Consiglio Europeo. Qualora la bozza dovesse essere approvata, il dossier entrerà in vigore dal 2023.


Un’accelerazione colta al balzo dal segretario leghista, che già nelle scorse settimane aveva dichiarato che onde evitare un «blackout energetico, l’Italia deve sfruttare ogni mezzo per abbassare, oggi e in futuro, i costi delle bollette». E alla luce di ciò Salvini, dopo la telefonata del 23 dicembre al presidente Draghi, ha richiesto «un tavolo nazionale sul caro-bollette, tema diventato insieme al Covid la vera urgenza dei prossimi mesi: famiglie e attività produttive non aspettano». Un tavolo che resta aperto anche al Mise, dove il ministro leghista Giancarlo Giorgetti si è detto pronto a elaborare ulteriormente «le riflessioni già avviate per individuare le soluzioni per i settori industriali più impattati», così come su «scelte urgenti per famiglie e imprese che implicano una riflessione più generale sulla sovranità energetica del nostro Paese».


Foto in copertina: ANSA/ ETTORE FERRARI

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