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Covid, Locatelli (Cts) apre all’obbligo vaccinale: «I tempi sono maturi»

Il coordinatore del Comitato tecnico scientifico: «È una scelta politica. Io da sempre a favore del vaccino facoltativo, ma le condizioni sono cambiate»

«È una scelta che spetta alla politica perché non ha valenze solo sanitarie, ma anche etiche e sociali. Sono sempre stato un fautore del vaccino facoltativo. Ora però da tecnico della sanità dico che le condizioni sono mature per l’obbligo per rispondere alle esigenze di salute dei pazienti con Covid o con malattie diverse». Così Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico (Cts) a proposito dell’obbligo vaccinale anti Covid, a tre giorni dalla decisione attesa del governo sull’estensione del Super Green pass. Parlando della variante Omicron, Locatelli spiega: «I dati inglesi ci dicono che il rischio di finire in ospedale è un terzo rispetto a Delta. Per quanto riguarda la mortalità è ancora presto, non abbiamo dati sufficienti, ma ci aspettiamo una riduzione simile».


Alcuni studi «dimostrano che la capacità di replicazione è maggiore nell’albero respiratorio superiore (da qui la contagiosità), ma minore nei polmoni, dove si producono i danni più gravi», prosegue Locatelli. «La terza buona notizia è che l’immunità mediata dai linfociti T — importante per proteggere chi è infettato dalla malattia grave — si conserva bene per parecchi mesi». Quanto all’andamento della curva dei contagi, il coordinatore del Cts dice: «Siamo in una fase di crescita pressoché esponenziale dei contagi. L’incidenza settimanale per 100 mila abitanti è più che raddoppiata in 7 giorni, passando da 350 a 783. Se è vero che il 20 dicembre l’Istituto Superiore di Sanità stimava Omicron al 21%, oggi siamo su valori superiori sia per la maggiore contagiosità che per l’incubazione più breve».


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