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Scuola, Bianchi: «Nessun ripensamento sulla Dad, si torna a scuola il 10 gennaio in presenza»

Il ministro sull’appello dei presidi: «Siamo molto attenti alle voci che ci arrivano dal Paese, ma anche alle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza»

Nessun ripensamento sul ritorno a scuola in presenza. Il ministro della Pubblica Istruzione Patrizio Bianchi a margine delle celebrazioni dell’anniversario della nascita della bandiera Tricolore a Reggio Emilia ha ribadito che il governo non farà passi indietro sulla Dad. Rispondendo così all’appello firmato da oltre 1.500 presidi per chiedere di posticipare di due settimane (restando in Dad) il rientro tra i banchi di lunedì, per permettere di vaccinare tutti gli alunni: «Siamo molto attenti alle voci che ci arrivano dal Paese, ma anche alle tante voci che ci dicono che la scuola debba restare in presenza», ha detto Bianchi. Stamattina Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, è tornato a chiedere la Dad: «L’unica preoccupazione del governo è legata ai lavoratori che non sanno dove lasciare i figli. La scuola viene considerata solo un servizio sociale, tutto il resto è contorno e marginale. Bisognerebbe tornare in presenza il 31 gennaio e nel frattempo vaccinare, distribuire le mascherine ffp2 e organizzare il tracciamento».


«Abbiamo fatto quello che dovevamo»

«Abbiamo una situazione differenziata nel Paese e la si affronta differenziando», ha continuato il ministro dell’Istruzione a margine delle celebrazioni dell’anniversario della nascita del Tricolore a Reggio Emilia. La risposta alla proposta dei presidi è dunque un sonoro “no”: «Abbiamo valorizzato l’autonomia dei dirigenti scolastici ma non si dica che vogliamo scaricare loro la responsabilità. Anzi, la responsabilità deve essere di tutti noi, non solo nella scuola. Lo dico in una giornata come quella di oggi in cui dobbiamo richiamare l’unità», ha spiegato Bianchi. Il rappresentante del governo per l’Istruzione ha poi ribadito la sicurezza delle norme previste per il rientro: «Abbiamo approvato un dispositivo equilibrato e graduato, raccogliendo tutte le esigenze per avere una scuola in presenza e in sicurezza. Abbiamo fatto tutto ciò che dovevamo fare. I ragazzi delle classi superiori sono vaccinati per il 75% con prima dose e all’84% con seconda dose». E sui vaccini per i più piccoli Bianchi aggiunge: «Appena abbiamo avuto la disponibilità da parte delle autorità europee, abbiamo vaccinato anche i bambini. I nostri ragazzi sono per 3/4 coperti a livello vaccinale. E stiamo continuando a vaccinare, perché questa è la strada. Un impegno del Governo testimoniato dai 92 milioni messi a disposizione del generale Figliuolo in cui riponiamo la massima fiducia».


«Siamo il Paese più avanti d’Europa»

«Le decisioni in Consiglio dei Ministri sono state prese all’unanimità tra tutte le forze politiche. Compreso l’obbligo vaccinale per gli over 50, la cui scopertura vaccinale rappresenta l’80% dei problemi del Paese», ha spiegato poi Bianchi, facendo riferimento alle ultime decisioni del governo Draghi. «Anche sulla scuola siamo stati tutti d’accordo seguendo le misure europee. Un caso in classe va vigilato, con due casi si va in sospensione e in Dad. Per i più grandi con un caso c’è la sorveglianza e poi si distingue tra vaccinati e non, come del resto in atto dal 6 novembre. Ricordiamoci che siamo il Paese più avanti in Europa per i vaccini e faremo di tutto per continuare a seguire questa strada».

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