Golden Globes 2022: la cerimonia sarà privata. E intanto gli scandali travolgono l’associazione

Scandali finanziari, mancanza di diversity e anche accuse di molestie sessuali: l’organizzazione no profit che organizza la cerimonia ha un tesoretto di oltre 60 milioni di dollari e ha speso meno di un decimo in beneficienza

I Golden Globes, ovvero l’appuntamento più “sfrenato” di Hollywood, vedranno un’edizione 2022 in tono minore. I premi verranno assegnati in privato, mentre la stampa estera, l’Hollywood Foreign Press Association che organizza la festa ogni anno, è travolta dagli scandali. Anche finanziari, visto che in un anno risulta aver raccolto 32 milioni di dollari, aver aumentato le sue casse di 15 milioni di dollari e aver donato neppure 6 milioni in beneficenza. DailyMail.com ha ottenuto documenti depositati che rivelano che l’organizzazione no profit dietro i Golden Globes siede su un “tesoro” di 62 milioni di dollari in contanti.


Lo scandalo

Per anni la Nbc ha trasmesso in diretta la cerimonia dei Golden Globes, pagando fino a 31 milioni di dollari all’anno agli organizzatori della Hollywood Foreign Press Association. Ma ora basta: l’appuntamento di domenica prossima non verrà trasmesso da nessuna parte – neppure in streaming – perché la Nbc si è ritirata dalla partita. I vincitori verranno giusto annunciati sul sito della stampa estera. L’immagine del party più esclusivo d’America sta diventando sempre più fosca: Tom Cruise ha restituito i suoi tre Globes in segno di protesta. Scarlett Johansson si è rifiutata di prendere parte a qualsiasi altro evento HFPA parlando di «domande sessiste» da parte di componenti della stampa estera al confine, dice, «con le molestie sessuali». Mark Ruffalo, star di Avengers, ha affermato di non essere «orgoglioso o felice» di aver ricevuto una nomination.


Non solo: Netflix e Amazon si rifiutano di trattare con l’associazione fino a quando non verrà revisionata. L’HFPA, dal canto suo, spiega di non essere un ente di beneficenza e di non avere quindi alcun obbligo a fare donazioni, aggiungendo di aver rivisto le sue politiche etiche. Lo scandalo insomma ha tutti gli elementi, a partire dalla mancanza di diversity a una presunta cattiva condotta sessuale tra i dirigenti. Nel 2018 l’attore Brendan Fraser ha accusato l’ex presidente dell’HFPA Philip Berk, 88 anni, di averlo aggredito a un pranzo nel 2003 afferrandogli le natiche. Berk ha definito la storia “un’invenzione totale”. Nel 2019 l’organizzazione no profit è stata criticata la totale assenza di nomination a kregiste, nonostante il successo di critica e al botteghino di Hustlers di Lorene Scafaria e di Piccole donne di Greta Gerwig. Nel 2020 è la volta di una causa antitrust portata avanti dalla reporter norvegese Kjersti Flaa, che ha accusato l’intera organizzazione di sostenere una «cultura della corruzione».

Ha operato come una sorta di cartello illegale, escludendo candidati qualificati (compresa lei stessa, ndr) e monopolizzando l’accesso alla stampa, continuando invece a sovvenzionare in modo improprio il reddito dei suoi membri”. L’anno scorso il LA Times ha notato la totale mancanza, tra gli 87 componenti dell’HFPA, di persone di colore, spingendo l’organizzazione a reclutare 21 nuovi membri: 6 neri, 10 donne, 6 di provenienza latina, 5 asiatica e 4 mediorientali o nordafricani. Si è tornato a parlare anche di Berk, espulso dall’organizzazione per aver presumibilmente definito Black Lives Matter un «movimento di odio razzista» in un’e-mail.

I soldi

Secondo quanto ricostruisce il LA Times a febbraio nel 2019 30 appartenenti alla stampa estera sono stati a Parigi per due notti in un hotel da 1.400 dollari a notte fornito dalla Paramount Network, che produce Emily di Netflix a Parigi. Spettacolo che ha poi ricevuto due nomination ai Golden Globes. Più di 100 agenzie pubblicitarie, si legge ancora sul Daily Mail, hanno firmato una lettera aperta a marzo minacciando di negare l’accesso all’HFPA ai propri clienti senza riforme sostanziali. La Hollywood Foreign Press Association, organizzazione no profit dietro i Golden Globes, ha raccolto $32 milioni in un anno e ha aumentato le sue casse di $15 milioni, ma ha donato solo $5,9 milioni a cause di beneficenza. Un portavoce dell’associazione ha detto a DailyMail.com che quest’anno le politiche etiche dell’organizzazione sono state riviste, con il divieto a chi ne fa parte di accettare regali dagli studi, la richiesta di dichiarare conflitti di interesse, l’imposizione di limiti di mandato al consiglio e l’organizzazione di percorsi formativi sulla diversity e contro le molestie come una volta ogni due mesi.

Ma i cambiamenti non sono bastati a Netflix che a maggio ha detto basta al suo rapporto con la Foreign Press Association. «Non crediamo che queste nuove politiche proposte, in particolare per quanto riguarda le dimensioni e la velocità di crescita dei membri, affronteranno la diversità sistemica e le sfide dell’inclusione dell’HFPA, o la mancanza di standard chiari su come dovrebbe operare chi ne fa parte», ha scritto Ted Sarandos, co-CEO di Netflix, al consiglio di HFPA in una lettera pubblicata dal sito di notizie di intrattenimento Deadline.

Il Daily Mail ora rivela che l’organizzazione no-profit risulta “seduta” su un tesoretto di 62 milioni di dollari di cui ha distribuito meno del 10%, secondo i documenti del 2019 ottenuti dalla testata. L’organizzazione ha speso 3,4 milioni di dollari per pagare il proprio staff. La difesa dell’HFPA è quella di essere un’organizzazione commerciale senza scopo di lucro, non un ente di beneficenza, quindi di non avere obblighi a fare donazioni, nonostante – questa la loro versione – “scelga” di donare milioni a cause di beneficenza. I Globes del 2018, secondo gli ultimi dati, avrebbero fruttati all’organizzazione $31 milioni. Le spese ammontano a $16,5 milioni e il profitto quindi risulta essere di $15,6 milioni, di cui appunto solo $ 5.891.320 devoluti in “buone cause”.

La difesa della stampa estera

«Negli ultimi 25 anni l’HFPA ha donato 50 milioni di dollari a più di 70 enti di beneficenza legati all’intrattenimento, restauro di film, programmi di borse di studio e iniziative umanitarie», si legge sul sito web. Un portavoce dell’HFPA ha affermato che si tratta di una «associazione di categoria senza scopo di lucro» piuttosto che di un ente di beneficenza, il che significa che non è obbligata a concedere sovvenzioni per cause di beneficenza, ma ha aggiunto che effettua comunque regolarmente donazioni a favore di buone cause. James Lee, rappresentante dell’HFPA, ha affermato che l’organizzazione no profit devolve più soldi in beneficenza rispetto ad altre associazioni di categoria di Hollywood come l’Academy of Motion Picture Arts and Sciences, l’organizzazione dietro gli Oscar.

«Anche se siamo un’associazione di categoria e non un’organizzazione di beneficenza, diamo comunque una percentuale più alta dei nostri proventi netti rispetto a qualsiasi altra associazione di categoria comparabile», ha ribadito Lee a DailyMail.com. L’HFPA ha affermato che «non c’è niente di sbagliato» nella sua gestione del denaro e che ha tenuto «una certa quantità di contanti in riserva» per coprire costi imprevisti, i suoi piani per costruire un nuovo ufficio e eventuali imprevisti nel caso in cui perdono la principale fonte di guadagno: la vendita dei diritti di trasmissione per i Golden Globes televisivi, come è successo quando la Nbc ha abbandonato lo spettacolo quest’anno.

La voce “banchetto”

Una voce di bilancio etichettata come “banchetto” è costata all’organizzazione no profit $1.329.540: è probabilmente il costo del catering per la serata dei Globes 2018 in cui l’alcol è gratis per i suoi ospiti stellati. L’HFPA ha pagato $1.369.173 in spese di viaggio non specificate e $529.855 per “conferenze, convegni e riunioni”. I conti 2018-19 parlando di costi del personale he ammontano a $3.436.322. Gregory Goeckner, Chief Operating Officer, è stato pagato $250.866. Il defunto presidente Lorenzo Soria ha guadagnato 73mila dollari per 23 ore settimanali, e lo stipendio dell’allora presidente dell’HFPA, l’attrice Meher Tatna, era di $175.000 per una settimana lavorativa di 19 ore, pari a 177 dollari all’ora.

In copertina EPA/NINA PROMMER | Snoop Dogg alla cerimonia con gli annunci delle nomination per i Golden Globe Awards al Beverly Hilton a Beverly Hills, California, USA, 13 dicembre 2021.

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