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Da una multa fino a tre anni di carcere: ecco cosa rischia Djokovic in Serbia. Oggi decide l’Australia?

In Serbia sono obbligatori 14 giorni di isolamento per i soggetti positivi al Covid. Nella prima fase della pandemia, diversi cittadini sono finiti in carcere. Il tennista, però, potrebbe cavarsela con l’affidamento ai servizi sociali

Novak Djokovic rischia una multa o persino il carcere in Serbia. Mentre intanto oggi l’Australia potrebbe decidere l’espulsione. Il tennista numero uno del mondo potrebbe pagare cara la decisione di violare l’isolamento mentre era positivo al Covid il mese scorso, riferiscono fonti legali citate dal Guardian. La prima ministra serba Ana Brnabic ha definito il comportamento di Djokovic «una chiara violazione» delle regole. Infrangere le regole di isolamento in Serbia è un reato ai sensi dell’articolo 248 del codice penale, punibile con una multa o a una pena detentiva fino a tre anni. Avvocati citati dai media serbi hanno spiegato che Djokovic, in quanto figura estremamente popolare nel Paese, potrebbe andare incontro a una sanzione esemplare nel caso in cui fosse giudicato colpevole. Tuttavia, l’ipotesi più probabile è che riesca a negoziare e ottenere l’affidamento ai servizi sociali. Intanto l’agenzia di stampa Afp scrive che il governo australiano potrebbe decidere oggi se espellere Djokovic. L’esecutivo sta valutando se ritirargli il visto per la seconda volta, dopo che una prima cancellazione è stata annullata in tribunale


L’ammissione di Djokovic

Nelle prime fasi della pandemia, diversi cittadini serbi che sono risultati positivi al Covid sono stati condannati a pene detentive fino a tre anni per non avere rispettato i 14 giorni di isolamento obbligatori. Le condanne più recenti, però, hanno generalmente comportato multe di circa 150.000 dinari (1.200 euro circa). Dopo aver scoperto di essere positivo al Covid, il 18 dicembre scorso, Djokovic ha violato l’isolamento incontrando a Belgrado giornalisti de L’Équipe per un’intervista. Lo ha ammesso lo stesso tennista serbo su Instagram: «Non volevo deludere il giornalista, ma mi sono assicurato di mantenere il distanziamento sociale e di indossare una mascherina, tranne quando mi hanno fotografato. Dopo l’intervista sono tornato a casa per il previsto periodo di isolamento, ma ripensandoci è stato un errore di giudizio e ammetto che avrei dovuto riprogrammare l’impegno».


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