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Guido De Martini, il leghista che non voterà per il Quirinale: «Mi ribello al Green pass»

«Non posso raggiungere Roma», dove da lunedì si vota per il Quirinale. Ma non vuole far sapere se è vaccinato o meno: «Potrei aver fatto due dosi e non la terza, aver diritto a un’esenzione che non mi è stata concessa…»

Il deputato leghista Guido De Martini è uno dei Grandi Elettori con il problema del Green pass. Attualmente l’oculista in aspettativa dalla Asl si trova infatti in Sardegna: «Non posso raggiungere Roma», dove da lunedì si vota per il Quirinale. Ma non vuole far sapere se è vaccinato o meno: «Potrei aver fatto due dosi e non la terza, aver diritto a un’esenzione che non mi è stata concessa… La mia è una battaglia di principio, di libertà. Io non sono contro i vaccini, sono contro l’obbligo vaccinale». Che «è stato messo solo in Turkmenistan, Tagikistan, Indonesia e Micronesia. Una compagnia esigua e un po’ strana». In realtà giusto ieri l’obbligo vaccinale è stato approvato in Austria.


De Martini avrebbe potuto partire prima: «Ma poi come sarei tornato in Sardegna? Potevo risolvere con una tenda sotto un ponte, ma sarei dovuto rimanere lì fino al 31 marzo». Le soluzioni alternative proposte sono state giudicate non fattibili: «Qualcuno proponeva di volare all’estero: per i voli internazionali basta il tampone. C’è un volo che in giornata fa Cagliari-Bruxelles-Roma o uno che passa da Cracovia. Però una volta in Italia ci sono cinque giorni di isolamento e il tampone per uscire…». Con i colleghi nelle sue stesse condizioni «avevamo pensato di affittare un aereo-taxi. Costava 15 mila euro, da dividere. Ma alla fine anche quelli ci hanno chiesto il Super Green Pass…». E allora niente Quirinale. De Martini fa sapere che se arrivasse comunque in Aula voterebbe per Berlusconi.


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