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No! L’Agenzia del farmaco argentina ANMAT non ha ammesso che c’è il grafene nei vaccini

Come un errore di battitura è diventato una fonte dei No vax

Comincia a circolare attraverso diversi post su Facebook (qui, qui e qui) e in qualche blog (qui), la storia secondo la quale l’Agenzia del farmaco argentina (ANMAT) avrebbe ammesso a seguito di una sentenza, la presenza di grafene nelle dosi di vaccino contro il nuovo Coronavirus di AstraZeneca. Ad ammetterlo sarebbe stata la dottoressa Patricia Aprea per conto dell’Agenzia, a seguito di una causa legale dovuta a una presunta morte post-vaccino. Come vedremo si tratta di una clamorosa fake news, che dimostra quanta poca perizia vi sia nell’analisi delle fonti, da parte di chi la sta diffondendo.

Per chi ha fretta:

  • Non è mai stata dimostrata la presenza di grafene o altre sostanze nocive nei vaccini anti-Covid.
  • L’Agenzia del farmaco argentina chiamata a risponderne non ne ha mai riconosciuto il ritrovamento di tali sostanze nei lotti di AstraZeneca distribuiti in Argentina.

Analisi

I post in circolazione su Facebook sono pressoché identici:

CONFERMATA PRESENZA OSSIDO DI GRAFENE NEI V.

Argentina

ANMAT (Amministrazione Nazionale dei Medicinali, degli Alimenti e delle Tecnologie Mediche) riconosce che i vaccini contengono grafene.
La dott.ssa Patricia Aprea, direttrice di Valutazione e Controllo, ha dovuto ammetterlo in una causa legale avvenuta a seguito di una morte post-inoculazione e portata avanti dal pubblico ministero Carlos Insaurralde.
Sono diventati “teorici della cospirazione” nell’ANMAT? Beh no. Succede che questa volta, su pressioni del pm Carlos Insaurralde , hanno dovuto ammettere l’inammissibile. 

Incaricati di dare la notizia, attraverso i social network, sono stati l’avvocato Miguel Iannolfi e il genetista Marcelo Martínez.

Cosa dice davvero la fonte originale

La narrazione originale è stata lanciata molto probabilmente su El Disenso, sito apprezzato negli ambienti No vax, il quale si basa su un documento ufficiale firmato da Aprea: il «IF-2021-120912800-APN-DECB#ANMAT», datato 13 dicembre 2021, dove nel quarto comma leggiamo effettivamente «il grafene si trova nei suoi componenti». Curiosamente stride rispetto al contesto generale del testo, che non viene evidenziato da chi diffonde questa storia. Prendiamo per esempio i commi b e c:

Questa Direzione non ha ricevuto una richiesta di analisi di campioni di tale lotto per l’esecuzione di prove analitiche. Per quanto riguarda l’esistenza di residui nel vaccino, a questa è stata data risposta nel giugno 2021 secondo: “Per quanto riguarda il presunto ritrovamento di “residui” nelle dosi, questa situazione è imprecisa”.

El Disenso evidenzia solo le parti equivoce, ignorando gli altri commi del documento di Anmat.

Anche l’ultimo comma non sembra coerente con l’ammissione della presenza di grafene o altro materiale «magnetico» nei vaccini:

In relazione al fatto che vi siano ricorsi amministrativi avanti a tale Ministero o all’ANMAT su possibili effetti avversi dei vaccini e, in caso affermativo, qual è il danno collaterale riportato, e anche se siano venuti a conoscenza di fenomeni di magnetismo corporeo negli inoculati post- vaccino; tali informazioni dovrebbero essere raccolte nell’area di competenza dipendente dall’INAME.

Quando un refuso diventa una prova

A questo punto molti avranno già capito: si tratta di un banale refuso. Effettivamente la ANMAT si è subito prodigata a smentire la fake news con un comunicato, il 17 gennaio 2022. Per altro tale errore era stato già chiarito l’11 gennaio scorso:

Questa Amministrazione Nazionale chiarisce alla popolazione che il vaccino COVID-19 di AstraZeneca non contiene grafene tra i suoi componenti. L’informazione sul contenuto di grafene deriva da un errore di battitura nel Rapporto IF-2021-120912800-APN-DECBR#ANMAT allegato al fascicolo giudiziario e che è stato chiarito nella dichiarazione resa martedì 11 gennaio del corrente anno, nella corrispondente causa giudiziale, dal responsabile di zona. In questo modo, al punto 4 della relazione dove si dice “Il grafene si trova nei suoi componenti” deve dire “Il grafene NON si trova nei suoi componenti”.

Conclusioni

Non sono mancati i tentativi di sostenere che sia presente grafene nei vaccini, si tratta di una narrazione che abbiamo trattato copiose volte, avvalendoci anche della consultazione di esperti (per esempio qui, qui e qui). Un errore di battitura, per altro già chiarito nelle sedi opportune, non è sufficiente a ribaltare quanto è emerso nella letteratura scientifica.

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