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Presidente, non è ancora il momento di riposarsi. Tutta la storia politica di Sergio Mattarella

Con 759 voti Sergio Mattarella è stato eletto di nuovo Presidente della Repubblica. Il suo è il risultato più alto mai raggiunto dopo Sandro Pertini nel 1978, quando si arrivò a 832 voti. Un riassunto della sua carriera, dalla decisione di dedicarsi alla politica alla svolta di questa sera

Deputato dell’Assemblea Costituente, ministro dell’Agricoltura e delle foreste, poi delle Poste e delle telecomunicazioni, poi ancora del Commercio estero, dei Trasporti e della Marina Mercantile. Bernardo Mattarella, classe 1905, è stato uno degli uomini che hanno visto nascere la Repubblica italiana e l’hanno guidata mentre muoveva i suoi primi passi. La stessa Repubblica che ora sarà guidata, anche formalmente, per la seconda volta da suo figlio Sergio, l’unico che ha trovato l’appoggio dei Grandi elettori per ricoprire questo incarico. All’ottavo scrutinio, con 759 voti, Sergio Mattarella è tornato a ricoprire quell’incarico che aveva già accettato sette anni fa, il 3 febbraio del 2015. Classe 1941, nato a Palermo, nonostante la politica fosse un vizio di famiglia, dopo la laurea in giurisprudenza Sergio Mattarella si dedica all’avvocatura. Esercita al foro di Palermo e si occupa di diritto amministrativo.


Il 6 gennaio 1980 il fratello maggiore Piersanti, presidente della Regione Sicilia, viene ucciso da Cosa Nostra. Tremende le immagini dell’attentato in cui si vede Sergio Mattarella, 38 anni, prendere il corpo del fratello ancora vivo dall’auto dove era stato ferito dai colpi di una Calibro 38. Inutile la corsa in ospedale. È da qui, riportano le cronache dell’epoca, che Mattarella decide di impegnarsi sempre di più nella politica. Il partito scelto è quello di famiglia: la Democrazia Cristiana. Nell’enorme Balena Bianca della politica italiana, Mattarella segue la corrente morotea, quella nata attorno ad Aldo Moro (morto nel 1978) e collocata alla sinistra del partito.


Le prime elezioni in Parlamento e la nascita del Mattarellum

La prima elezione in Parlamento è nel 1983: Camera dei deputati. È il secondo più votato della sua Circoscrizione. Fra la fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90 è ministro due volte: prima ai Rapporti con il Parlamento e poi all’Istruzione. La sua principale eredità di questa sua prima fase politica è la legge elettorale ribattezzata dal giornalista Giovanni Sartori come Mattarellum. Da qui, tra l’altro, comincia la tradizione di chiamare le leggi elettorali italiane con il suffisso in -um.

Il Mattarellum si basa su un sistema misto: per tre quarti i seggi vengono assegnati con il maggioritario, per un quarto con il proporzionale. Viene usata per tre elezioni: 1994, 1996 e 2001. Poi si passa al famigerato Porcellum. Sempre in questa fase, sono da segnalare le dimissioni di Mattarella dall’incarico di ministro per l’approvazione della legge Mammì, una legge sulle frequenza radiotelevisive che in pratica legittimava le posizioni di Fininvest. Motivo per cui molti anni dopo Silvio Berlusconi non è stato esattamente entusiasta della sua elezione come Presidente della Repubblica.

Nel 1994 la DC viene travolta dai tempi e soprattutto da Tangentopoli. Mattarella partecipa alla fondazione del Partito Popolare italiano e viene eletto di nuovo alla Camera nel 1994. Negli anni successivi sceglierà di seguire esperienze politiche di centro sinistra: nel 2002 la Margherita e nel 2007 il Pd. Fra gli incarichi importanti ricoperti in questi anni ci sono la vicepresidenza del Consiglio tra il 1998 e il 1999 con Massimo D’Alema premier e il ministero della Difesa dal 1999 al 2001. Nel 2006 viene rieletto alla Camera nelle liste dell’Ulivo, nel 2007 partecipa alla fondazione del Pd ma con la fine della XV legislatura nel 2008 si chiude anche la sua esperienza in Parlamento.

Le elezioni come Presidente della Repubblica nel 2015

La regia è di Matteo Renzi. Sono anni diversi per l’attuale leader di Italia Viva. È presidente del Consiglio, succeduto “serenamente” a Enrico Letta. E soprattutto ha appena guidato il Pd a una vittoria impareggiabile alle Europee del 2014: il 40,81 per cento dei voti, il risultato più alto mai ottenuto dal partito. Al quarto scrutinio, con 665 voti, Mattarella centra l’elezione. Diventa il 12° Presidente della Repubblica. Nel suo mandato sono passati quattro governi, da quello guidato da Paolo Gentiloni, dopo la crisi di Renzi, ai due governi di Giuseppe Conte dopo le elezioni del 2018 e poi l’ultimo, con a capo Mario Draghi. Per la storia recente e per capire perché il suo indice di gradimento è salito così tanto in questi anni vi lasciamo un articolo che abbiamo scritto lo scorso luglio, quando l’allora e attuale Presidente della Repubblica festeggiava 80 anni.

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