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Ucraina-Russia, perché la guerra di Putin è imminente: «Pronti caccia, tanks e missili balistici»

Biden lancia l’allarme e dice che Putin sarà responsabile di «una scelta catastrofica e inutile». Gli scontri tra separatisti e Kiev tra Donbass e Lugansk. L’ipotesi invasione dal Mar Nero

Gli osservatori dell’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione europea (Ocse) hanno assistito a un «aumento drammatico» delle violazioni del cessate il fuoco nell’Ucraina orientale. Dove i separatisti filo-russi e le forze ucraine si scontrano dal 2014. E il presidente degli Stati Uniti Joe Biden, dopo ieri, anche oggi torna a denunciare i piani russi di invasione imminente dell’Ucraina: «Se la Russia andrà avanti sarà responsabile di una scelta catastrofica e inutile». Intanto gli Stati Uniti stimano che il numero di truppe russe dispiegate nell’Ucraina settentrionale, orientale e meridionale sia superiore a 150 mila unità. E da mercoledì osservano i movimenti delle truppe russe verso il confine. «Il 40-50% è in posizione di attacco. Si sono schierati in punti di raccolta tattici nelle ultime 48 ore», ha detto ad alcuni giornalisti un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense che ha chiesto l’anonimato.


I bombardamenti

I punti di raccolta tattici sono le aree vicine alla linea del fronte dove le unità militari si radunano prima di lanciare un’offensiva. Il funzionario ha affermato che venerdì Mosca aveva 125 battaglioni dell’esercito vicino ai confini ucraini, rispetto ai 60 in tempi normali e agli 80 all’inizio di febbraio. Gli scontri tra separatisti filorussi e forze ucraine e le dichiarazioni dei leader del Donbass e di Lugansk fanno parte della «campagna di destabilizzazione in corso». Mentre il segretario della Difesa Usa Lloyd Austin ha detto ad Abc che Vladimir Putin ha tutti gli elementi necessari per un’invasione di successo: «Non credo sia un bluff. Ha una serie di opzioni a sua disposizione e potrebbe attaccare in breve tempo».


Intanto la missione separatista presso il Centro congiunto di coordinamento e controllo per il cessate il fuoco nel suo canale Telegram ha affermato che le forze armate ucraine hanno violato il regime di cessate il fuoco all’interno dell’area di responsabilità della Repubblica popolare di Lugansk per 31 volte nelle ultime 24 ore. Secondo la missione LPR, i bombardamenti hanno preso di mira gli insediamenti di Prishib, Zhelobok, Zelyonaya Roscha, Molochny, Vesyolenkoye, Kalinovka, Sandzharovka, Kalinovo, Golubovskoye, Sokolniki, Rayevka, Vesyolaya Gora, Oboznoye, Zolotoye, Donetsky e Slavyanoserbsk. Le forze ucraine hanno utilizzato mortai da 82 mm e 120 mm. E poi lanciagranate anticarro SPG-9 montati e lanciagranate portatili RPG-7, lanciagranate automatici AGS-17 montati. Infine, una mitragliatrice di alto calibro e un’artiglieria da 122 mm.

L’invasione da Kiev al Mar Nero

Il Wall Street Journal scrive che l’aggressione russa all’Ucraina potrebbe coinvolgere un’ampia combinazione di caccia, tank, missili balistici e cyber attacchi. Con l’obiettivo finale di rendere impotente la leadership del Paese. Mentre Bryan Clark, analista militare dell’Hudson Institute, dice a La Stampa che la strategia di Putin prevede l’isolamento dell’Ucraina dal Mar Nero e l’attacco a Kiev. «Il Donbass è il cuore, la partita si gioca essenzialmente lì e nel fronte meridionale fra Mar di Azov e Mar Nero. Dalle basi russe e dalle navi, truppe anfibie possono sbarcare oltre la Crimea coperte dall’azione delle navi nel Mar Nero. Da qui andrebbero a Odessa sigillando di fatto la frontiera meridionale del Paese. A Nord c’è la barriera in Bielorussia, a Est il Donbass. L’Ucraina finirebbe in un lockdown, tagliata fuori dal Mar Nero. Non serve un’invasione su larga scala per generare questo blocco, ma bastano attacchi mirati, entrambi nel ventaglio delle opzioni russe».

Ieri l’agenzia statale russa Ria Novosti ha denunciato due esplosioni, tra cui quella di un oleodotto a Lugansk, ovvero una città sotto il controllo dei separatisti. Le autorità dei territori secessionisti filorussi hanno ordinato l’evacuazione dei civili in Russia. «Tutto questo è coerente con la strategia già utilizzata dai russi in passato. Che è quella di creare una falsa giustificazione per intervenire contro l’Ucraina», ha detto Biden dopo un altro incontro virtuale con i suoi alleati europei e Nato. «È cinico e crudele usare gli esseri umani come pedine. Lo fanno per distrarre l’attenzione del mondo dal fatto che la Russia sta preparando le sue truppe per un attacco», aveva detto poco prima un portavoce del Dipartimento della Difesa.

Foto copertina: Wsj

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