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Mega yacht in fuga verso Caraibi e Montenegro: le mosse degli oligarchi russi per scappare dalle sanzioni

Da Sergei Roldugin a Roman Abramovich, la carica degli oligarchi fedelissimi a Putin ora scappa insieme ai suoi milioni. Il “Graceful” del presidente russo spostato due settimane prima dell’invasione in Ucraina. Fughe anche dalla Costa Smeralda

Tra le sanzioni da impartire alla Russia su cui l’Occidente si è mostrato subito compatto c’è la caccia ai tesori degli oligarchi di Vladimir Putin. Nomi importanti con patrimoni enormi che in cambio della totale fiducia al presidente russo hanno ottenuto privatizzazioni di imprese e sconfinante ricchezze. La caccia ai vertici è cominciata pochi giorni fa dalla stessa Casa Bianca con l’annuncio di una task force «multilaterale e transatlantica» per individuare e congelare i patrimoni dei milionari fedelissimi di Putin. Dagli yacht alle mega ville la spedizione punitiva è aperta e non solo negli Stati Uniti. L’Unione Europea continua ad arricchire la lista nera degli oligarchi russi da sottoporre a sanzione. Lo scorso 28 febbraio sono stati aggiunti altri 26 nomi di persone molto vicine al presidente Putin, colpevoli di aver fatto propaganda e di essersi spesi attivamente a favore dell’annessione della Crimea nel 2014.


«Gli oligarchi di Putin e coloro che lo finanziano non dovrebbero più essere in grado di usare il loro potere d’acquisto per nascondersi dietro una patina di rispettabilità nelle nostre città, comunità o nei nostri club sportivi. I loro super yacht non dovrebbero trovare porto nella nostra Europa. Mai più» . Aveva tuonato poche ore fa la stessa presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola. Ma se l’Occidente ha cominciato la corsa ai congelamenti di patrimoni e ricchezze, i grandi magnati si sono messi già in fuga, cercando di mettere in salvo in acque tranquille panfili e yacht.


Il “fuggi fuggi” dei magnati

Il primo a cercare di mettere in salvo ancora prima del tempo il suo “Graceful”, uno yacht personale di 80 metri di lunghezza, è stato proprio Vladimir Putin. La super imbarcazione è stata spostata da Amburgo a Kaliningrad due settimane prima dell’invasione russa in Ucraina. La localizzazione è stata riferita da MarineTraffic, sito che fornisce informazioni in tempo reale sui movimenti delle navi e sulla posizione attuale delle navi nei porti e nei porti. A preoccuparsi delle sanzioni è stato anche il milionario russo- israeliano, presente tra le altre cose al tavolo dei negoziati tra Mosca e Kiev, Roman Abramovich.

Il presidente del Chelsea, che ha rinunciato al controllo del club pochi giorni fa, punta a trasferire “My Solaris”, il suo yacht di 140 metri, dal porto di Barcellona in acque libere da sanzioni. Stessa sorte è toccata già ad “Eclipse”, l’altro gioiello dell’imprenditore, attualmente ormeggiato al sicuro nei Caraibi. Un ordine di fuga sarebbe arrivato anche da Trieste: il magnate russo Andrey Melnichenko avrebbe comunicato al comandante del mega panfilo «Sailing Yacht A» di spostare nel più breve tempo possibile l’imbarcazione.

I super yacht che lasciano la Costa Smeralda

I gioielli dei magnati navigano lontano dalle sanzioni o almeno ci provano. Uno dei siti di riferimento per il monitoraggio è Vessel Finder che riceve segnali dai trasmettitori Ais di bordo al fine di evitare collisioni in mare. Da MarineTraffic invece continuano ad arrivare notizie di spostamenti di mega yatch verso il Montenegro e le Maldive. A puntare la rotta verso lidi tranquilli è anche Alexey Mordashov, il maggiore azionista della Severstal, uno dei più grandi gruppi siderurgici al mondo di origine russa. Con un patrimonio di 29 miliardi di dollari e incluso nella lista nera della Ue, nelle ultime ore è stato segnalato nell’Oceano Indiano.

All’appello dei suoi possedimenti c’è un mega yacht di 146 metri per 500 milioni di valore molto spesso avvistato in Sardegna, e la villa Parodi Delfino in Costa Smeralda per un valore di 66 milioni. Pericolo sanzioni anche per Alisher Usmanov, altro miliardario vicino a Putin che deve le sue fortune al gigante dell’alluminio Metalloinvest e che come Mordashov sbarcò in Costa Smeralda comprando la villa di Merloni a Romazzino.

Ma il più temibile di tutti gli oligarchi vicini a Putin sembra essere Igor Sechin, con il suo “Amore Vero” di 88 metri anche lui viene visto spesso a Liscia di Vacca in Costa Smeralda. Con oltre sei ville acquistate nel Golfo del Pevero, si è spostato anche a Lerici aggiungendo al patrimonio anche villa Maramozza. Dovrà scappare dall’Italia anche Igor Sechin, potentissimo numero uno del colosso petrolifero di Stato Rosneft che ogni anno partecipa al Forum Eurasia di Verona invitato da Antonio Fallico, plenipotenziario di Intesa Sanpaolo a Mosca, Negli ultimi dieci anni ha investito prima nella Saras dei Moratti, poi nella Pirelli di Tronchetti Provera fino all’Eni per il mega giacimento a gas di Zohr a Nord dell’Egitto.

Nella lista nera Ue c’è anche Sergei Roldugin, l’uomo che gestisce il sistema d’affari del presidente Putin attraverso società offshore e la Bank Rossiya, conosciuta a Mosca come come il “portafoglio di Putin”. La carica degli oligarchi dunque fugge insieme ai suoi milioni. In cambio della completa fedeltà al presidente russo hanno ottenuto patrimonio e potere ora minacciato dalle potenze mondiali. La vera sfida per i leader dell’Occidente sarà quella di fermare la loro fuga e di infliggere un reale duro colpo a un potente sistema targato Vladimir Putin.

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