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Guerra agli oligarchi: nel mirino delle autorità italiane altre 11 ville

Cinque sono riconducibili all’oligarca Alisher Usmanov, l’uomo più ricco della Russia fino al 2015 e vicino al presidente Putin

L’elenco dei beni degli oligarchi russi nel mirino delle autorità si allunga. Oggi 27 marzo, secondo quanto riporta Jacopo Iacoboni su La Stampa – citando i risultati di un’investigazione dell’organizzazione giornalistica non-profit Occrp incrociata con fonti investigative italiane – è stata ampliata la mappa con altre undici ville al vaglio in Italia. Nel mirino, primo tra tutti, risulta l’oligarca Alisher Usmanov, l’uomo più ricco della Russia fino al 2015 e con un ruolo centrale in Italia: nella fase di aiuti russi per la pandemia da Covid-19 aveva donato 2 milioni alla Sardegna. Per l’Italia ha anche finanziato il restauro del Campidoglio. Oltre ai beni già sequestrati, possiede altre 5 case dal valore di circa 45 milioni nella costa di Arzachena, a Romazzino. L’Ue ritiene Usmanov una delle figure filo-Cremlino più influenti e vicine al presidente Vladimir Putin per cui gestisce importanti flussi finanziari. Nell’elenco anche Oleg Deripaska, nel mirino da anni degli Stati Uniti, che detiene la proprietà di tre case a Porto Cervo, attraverso l’offshore Tangril Equities. E poi c’è Igor Shuvalov, vice primo ministro russo dal 2008 al 2018 e presidente della VEB, la banca di sviluppo russa finanziatrice di grandi opere infrastrutturali al centro delle sanzioni. A lui risulta riconducibile una proprietà in Toscana intestata a società italiane e austriache, ma di proprietà di Weitried Anstalt, del Liechteinstein. Nonostante non si conosca la proprietà attuale, l’Occrp ha geolocalizzato un jet privato riconducibile all’oligarca Shuvalov, il che fa intendere che «lui o la sua famiglia continuino a utilizzarla». Infine, nel mirino c’è Vladimir Solovyev, con due ville nel comasco di proprietà di società offshore.


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