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Ucraina, l’Ue lavora a nuove sanzioni contro Mosca. L’Italia pronta a bloccare il gas russo, ma Austria e Germania frenano

Sulla spinta delle immagini dei civili uccisi, gli stati europei lavorano a un nuovo pacchetto di misure contro la Russia. In giornata nuova riunione dell’Ecofin

Il massacro di Bucha accelera il lavoro dell’Ue sulle nuove sanzioni contro Mosca. Secondo quanto riportato dal Financial Times, alcuni stati membri avrebbero proposto di includere nel nuovo pacchetto anche lo stop all’importazione di «carbone, petrolio e gas russo». Oggi, lunedì 4 aprile, è prevista una riunione dei ministri dell’Economia e delle Finanze a Lussemburgo, mentre mercoledì 6 ci sarà la nuova riunione dei 27 ambasciatori dei Paesi Ue (Coreper) per discuterne l’approvazione. Il blocco sugli idrocarburi non è ancora all’ordine del giorno, ma secondo fonti di stampa potrebbe essere inserito nelle prossime ore. Il divieto all’import di gas russo potrebbe richiedere invece più tempo. Secondo il Ft, nel pacchetto potrebbero entrare anche «misure più individuali, il blocco delle navi russe dai porti dell’Ue e più restrizioni alle esportazioni». Il ministro degli Esteri italiano, Lugi Di Maio, ha detto che l’Italia non si tirerà indietro ed è pronta a sanzionare il gas russo. «L’Italia – ha dichiarato- non porrà veti su sanzioni al gas russo». Anche Emmanuel Macron, presidente francese, ha dichiarato oggi che quello che è successo a Bucha richiede «misure molto chiare». «Su gas e petrolio ci coordineremo con i nostri partner europei, in particolare con la Germania nei prossimi giorni», ha aggiunto. «Dobbiamo inviare un segnale che è la nostra dignità collettiva e i nostri valori che stiamo difendendo». In Ue, al momento solo la Lituania ha bloccato totalmente l’import. L’embargo sulle materie prime era stato chiesto da Volodymyr Zelensky fin dall’inizio dell’invasione, avvenuta il 24 febbraio scorso, ma alcune nazioni europee (tra cui Italia e Germania) avevano fatto resistenza.


Il freno di Berlino

Domenica 3 aprile, intanto, la Germania di Olaf Scholz aveva aperto alla ipotesi di dire stop alle forniture energetiche da Mosca. Berlino, principale importatore europeo di gas russo, aveva già deciso di sospendere le operazioni per il gasdotto Nord Stream 2. Nel primo pomeriggio di oggi, però, dalla Germania arriva il freno: non è possibile «per il momento», dicono da Berlino, interrompere l’import di gas dalla Russia. «Vogliamo diventare il prima possibile indipendenti dalle importazioni di energia dalla Russia e la Germania sosterrà ulteriori sanzioni, ma al momento non è possibile tagliare le forniture di gas», ha detto il ministro delle Finanze tedesco, Christian Lindner, arrivando all’Eurogruppo. «Dobbiamo fare più pressione su Putin, isolare la Russia e tagliare tutti i rapporti economici. Ma per arrivare a un embargo abbiamo bisogno di tempo. Al momento dobbiamo distinguere tra petrolio, carbone e gas».


L’Austria si smarca: «No ad altre sanzioni sul gas»

Arrivando all’Eurogruppo di Lussemburgo, il ministro delle Finanze austriaco Magnus Brunner ha detto che il suo Paese non è a favore di nuove sanzioni contro Mosca legate al gas. «Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste», ha dichiarato. Quanto sta accadendo in Ucraina, ha detto, “«è estremamente duro, ma quando si parla di sanzioni bisogna restare freddi: se ti danneggiano allora non è la direzione giusta».

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