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Squid Game 2, nella nuova stagione si parlerà anche di «crisi climatica e di polarizzazione politica»

Il regista starebbe lavorando anche a un film ispirato alle opere di Umberto Eco

«Polarizzazione politica, divisioni culturali e sociali, emergenza climatica»: saranno questi i temi al centro della seconda stagione di Squid Game, secondo quanto ha annunciato il suo regista Hwang Dong-hyuk. La serie sudcoreana di Netflix ha rappresentato un vero e proprio fenomeno: è stato il maggior successo di sempre della piattaforma streaming, con oltre un miliardo e 600 milioni di ore di visione e un guadagno superiore ai 900 milioni di dollari. La trama della prima stagione era incentrata su un gruppo di squattrinati che accettava di partecipare a una serie di giochi apparentemente per bambini, in realtà letali, in cambio di un montepremi in denaro tale da risolvere tutti i loro problemi finanziari. Un thriller dunque, che però attingeva anche dalla distopia e dalla satira sociale, con qualche pennellata di dramma e un finale aperto e controverso. Dong-hyuk ha rivelato i dettagli dei nuovi, attesissimi episodi nel corso di un evento tenutosi a Los Angeles: «le crisi del mondo di oggi sono al centro di tutti i progetti a cui sto lavorando», ha dichiarato, «sono argomenti sui quali continuo la mia osservazione e la mia critica». Annunciato inoltre il ritorno di alcuni personaggi, come Seong Gi-hun (il ludopatico dal cuore buono) e il “Front man”, ovvero il misterioso sorvegliante dei giochi. La scrittura della seconda stagione dovrebbe essere terminata entro il 2024.


Anche un nuovo film in arrivo

Il riferimento agli «altri progetti» su cui sta lavorando il regista è a un nuovo film, che secondo quanto ha fatto trapelare si chiamerà Killing Old People Club, e «trae ispirazione dalle opere di Umberto Eco». Oltre alla critica sociale, protagonista indiscussa dei primi nove episodi di Squid Game era stata anche la violenza, e questo aveva scatenato non poche polemiche da parte di alcuni genitori che la accusavano di spingere i più giovani a emulare i comportamenti visti in video. Il film in arrivo, ha promesso l’autore, sarà «ancora più violento».


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