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Le opere ucraine avranno una copia in 3D: il progetto per salvare il patrimonio artistico delle bombe russe – Il video

Attraverso l’app Polycam qualsiasi persona può scansionare le opere d’arte, o i reperti ritenuti di rilevanza storico-culturale, per crearne una copia digitale

«Distruggere il patrimonio culturale di un Paese è il modo più veloce per cancellare la sua identità nazionale». E per correre ai ripari prima che sia troppo tardi, come nel caso delle oltre 2.000 opere d’arte custodite nel museo Kuindzhi a Mariupol’ e distrutte dopo l’attacco dell’esercito russo, c’è chi corre ai ripari. In particolare, si tratta della Commissione nazionale danese dell’Unesco, dell’organizzazione no profit per la protezione e conservazione dei beni culturali e degli ambienti culturali in situazioni di crisi Blue Shield Danmark, del Museo Nazionale di Storia dell’Ucraina e di Virtue, agenzia creativa di Vice Media Group. Insieme hanno lanciato un nuovo progetto per preservare, almeno digitalmente, il patrimonio artistico ucraino: Backup Ukraine.


Attraverso l’uso dell’app per smartphone e tablet Polycam qualsiasi persona può scansionare le diverse opere d’arte, o i reperti ritenuti di rilevanza storico-culturale, per crearne una copia digitale in 3D. Polycam ha reso disponibile gratuitamente l’applicazione in Ucraina e ha accettato di fornire gratuitamente il servizio di hosting delle opere caricate per i prossimi 5 anni. Ma l’obiettivo del progetto non punta solo alla creazione di un archivio di scansioni polimetriche. Nel caso in cui alcune opere dovessero venire danneggiate dall’offensiva russa, grazie alla creazione dei rendering digitali, sarà possibile impiegare il database per eventuali operazioni di restauro.


I promotori dell’iniziativa hanno chiesto alle persone che intendono contribuire all’iniziativa di «stare sempre e comunque al sicuro e al riparo da possibili attacchi», nonché di «rispettare il coprifuoco e non tentare di fotografare le opere nelle aree nelle zone ad alto rischio di conflitto immediato». Elsebeth Gerner Nielsen, presidente della Danish Unesco National Commission, ha voluto ribadire l’importanza dell’iniziativa e dell’uso della scansione polimetrica: «La guerra non si limita alle vite umane e può costare a un Paese un danno irreversibile al suo spirito nazionale: questo è il motivo per cui la protezione del patrimonio culturale è cruciale per qualsiasi conflitto. E durante una guerra in corso i metodi tradizionali di conservazione culturale sono sotto pressione, quindi le nuove tecnologie sono un aiuto molto gradito». Al momento, nell’archivio digitale sono già presenti numerosi reperti storici e opere d’arte ucraine, ma anche i resti dei carri armati russi abbattuti dalla difesa ucraina.

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