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Epatite nei bambini, il paziente di Latina guarito ad aprile: «Così lo abbiamo curato»

Il primario di pediatria dell’ospedale Goretti: «Ha avuto un recupero completo delle funzioni epatiche»

C’è un quarto caso di epatite acuta pediatrica di origine sconosciuta in Italia. Si tratta di una bambina veronese di dieci anni ricoverata da venerdì scorso, inserita nel monitoraggio avviato il 14 aprile scorso dal ministero della Salute. Nella bambina, che accusava diarrea, vomito e aveva un colore itterico, sono state riscontrate le transaminasi epatiche alte, indice evidente di danni al fegato. Negli ultimi giorni le sue condizioni generali sono migliorate e i suoi enzimi epatici stanno scendendo dai valori di allerta. Intanto però il professor Riccardo Lubrano, che guida il reparto di pediatria dell’ospedale Santa Maria Goretti di Latina, spiega oggi in un’intervista rilasciata a Il Mattino che un bambino di cinque anni con sospetta epatite acuta ricoverato a inizio marzo è stato nel frattempo dimesso ed è tornato a casa.


«Aveva un rialzo importante delle transaminasi e un insulto acuto al fegato. Ci ha preoccupato il fatto che questa epatite non fosse causata da fattori noti», spiega il medico nel colloquio con Vittorio Buongiorno. «Gli accertamenti sulle cause non hanno dato riscontro, ma ora il bimbo sta bene, è stato dimesso ad inizio aprile ed è tornato a casa. Lo abbiamo trattato con una fluidoterapia e ha avuto un recupero completo delle funzioni epatiche», aggiunge Lubrano. Il quale poi sottolinea che quel paziente non aveva avuto Covid-19 e, ovviamente, era troppo piccolo per essere vaccinato. Infine, sull’ipotesi adenovirus come causa: «Va presa con le molle, lui era negativo. Adesso viene monitorato costantemente in day hospital».


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