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Stop Ue al petrolio russo, nuovo strappo dell’Ungheria: «Dal piano europeo nessuna garanzia sulla nostra sicurezza energetica»

Per Budapest e Bratislava la Commissione Ue ha previsto una deroga sull’applicazione delle prossime sanzioni contro la Russia. Un ulteriore tentativo di mediazione, dopo il sostanziale veto annunciato dall’Ungheria in Consiglio europeo

Non ci sarà l’Ungheria di Viktor Orban tra i Paesi Ue che aderiranno alle nuove sanzioni contro la Russia per l’invasione dell’Ucraina con lo stop graduale alle importazioni di petrolio da Mosca. Nella proposta presentata dalla Commissione europea agli Stati membri è stata infatti prevista una deroga fino alla fine del 2023 che concede a Ungheria e Slovacchia di proseguire con gli acquisti del greggio russo. Dietro questa decisione c’è lo strappo del governo di Budapest, che in una nota rilanciata dall’agenzia Afp ha dichiarato di non vedere alcun piano o garanzia su come la transizione energetica intrapresa dall’Ue possa essere gestita sulla base delle attuali proposte in campo: «e che cosa possa garantire la sicurezza energetica dell’Ungheria». Già nei giorni scorsi il ministro ungherese Gergely Gulyas si era detto nettamente contrario al piano europeo sull’incremento delle sanzioni contro la Russia, come riportato da Bloomberg che anticipava il sostanziale veto ungherese: «Non le supporteremo mai. E dal momento che queste decisioni richiedono l’unanimità, non ha senso che la Commissione proponga sanzioni che intaccherebbero il gas naturale e il petrolio e che bloccherebbero le forniture per l’Ungheria».


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