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Conduttori fantasma, la Moldavia sorprende e l’Ucraina conferma. Il Top&Flop della prima serata dell’Eurovision

L’esordio è ottimo. Lo show funziona anche se nelle due ore filate di diretta non c’è mai lo spazio per prendere un po’ di fiato

L’ultima volta che l’Eurovision Song Contest è stato ospitato in Italia era il 1991. L’anno prima Toto Cutugno aveva vinto la gara con Insieme: 1992. Per presentare quell’edizione la Rai scelse proprio lui, insieme a Gigliola Cinquetti, a sua volta vincitrice dell’Eurovision del 1964 con Non ho l’età. Stando alle cronache dell’epoca, quell’edizione fu un mezzo disastro. Scaletta dilatata, spazi ristretta, scelte logistiche improvvisate e soprattutto una gestione dei punti assegnati da ogni nazione ai limiti dell’incomprensibile. A distanza di oltre 30 anni questo Eurovision non potrebbe essere più diverso. Sembra organizzato dal generale Figliuolo. Tempi serrati, nessuna sbavatura di scaletta e (garantiamo per il lato stampa) una gestione degli spazi e delle normative anti Covid rigorose. È stato allestito anche un centro tamponi dedicato solo agli ospiti che orbiteranno intorno all’Eurovision in questi giorni. Per il risultato in termini di spettaccolo aspettiamo a giudicare ma la prima semifinale è stata senza dubbio un ottimo esordio.


Top – I tempi

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | Il palco dell’Eurovision

All’inizio è stato decisamente spiazzante. Ancora abituati al Festival di Sanremo, pensavamo che le canzoni fossero intervallate da monologhi et similia. L’Euorovision invece procede a ritmo spedito. Col passare dei minuti si entra però meglio nello spirito della gara, dove le protagoniste restano le canzoni. A fare le spese di tutto questo sono i conduttori, che infatti ritroveremo nella parte bassa dell’articolo.


Top – Moldavia e Norvegia

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | I Subwoolfer

Canzoni e balli tipici rivisitati in chiave pop da una parte e personaggi quasi onorici con testo al limite del nonsense dall’altra. I due brani portati dai moldavi Zdob şi Zdub & Advahov Brothers e dai norvegesi Subwoolfer rispecchiano bene lo spirito dell’Eurovision. In entrambi i casi la finale è più che meritata. 

Top – Ucraina

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | La Kalush Orchestra

Lo sappiamo. La delegazione ucraina è l’osservata speciale di questa edizione. Secondo i pronostici molti spettatori preferiranno dare il voto a loro in segno di solidarietà. Non esattamente un criterio coerente con la musica. La Kalush Orchestra però non si è fatta spaventare da questo clima. È salita sul palco e ha messo in scena un’ottima performance. Ora bisogna vedere se riuscirà a replicarsi anche il 14 maggio.

Flop – Bulgaria

ESC | La Bulgaria all’Eurovision

C’erano poche aspettative sull’Intelligent Music Porject ma comunque sono riusciti a deluderle. Musica e look adatti a un Eurovision dei primi anni ‘90. Non ci dispiace che si siano fermati alle semifinali. Non particolarmente gradevole anche la Lettonia che arriva sul palco con i colori dell’Italia e canta un delirio funk ambientalista.

Flop – Conduttori

ANSA/ALESSANDRO DI MARCO | I conduttori dell’Eurovision

Ancora una volta, dovremmo cercare di giudicare questo Eurovision evitando i paragoni con Sanremo. Eppure è difficile passare da un Festival in cui il conduttore è il filo che lega tutte le performance a uno in cui invece non ha nessun ruolo. Al momento Alessandro Cattelan, Mika e Laura Pausini sembrano sacrificati in una scaletta serratissima.

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