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La Commissione Ue sui pagamenti del gas russo: «Aprire un conto in Gazprombank non viola le sanzioni»

16 Maggio 2022 - 18:21 Redazione
epa04978819 A gas pressure-gauge of the gas-compressor station in Mryn village, about 130 km of Kiev, Ukraine, 15 October 2015. Russia's state-run natural gas export monopoly, Gazprom, resumed deliveries to Ukraine after a 234-million-dollar prepayment, Gazprom's head Alexei Miller told journalists. 'Ukraine has requested the maximum supply regime of 114 million cubic metres per day,' Miller said, according to the Interfax news agency. Russia cut off its deliveries to Ukraine in July after the sides failed to agree on pricing, but a deal was clinched last month for supplies for the upcoming winter. Ukrainian state gas company Naftogaz agreed to buy the supplies for 232 dollars per thousand cubic metres between 01 October and 31 March - down from a contractual price of 251 dollars. Cash-strapped Ukraine has been heavily dependent on energy from Russia and is also a key transit country for gas to Western Europe. The European Union brokered the deal amid strains about the conflict in eastern Ukraine.  EPA/ROMAN PILIPEY
Lo scorso 31 marzo il Cremlino aveva imposto ai Paesi Ue i pagamenti in rubli per le forniture di gas. Farlo però avrebbe violato le sanzioni che gli stessi Paesi europei hanno imposto a Mosca
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Ci sarebbe una soluzione per continuare a pagare il gas russo senza che i Paesi Ue debbano usare i rubli, quindi violando le sanzioni imposte dalla stessa Unione europea per l’invasione dell’Ucraina. In una nota sulle linee guida per le azienda, la Commissione Ue indicato come opzione possibile quella di aprire un conto bancario presso Gazprombank. Operazione che già di per sé non violerebbe le sanzioni europee. purché il conto non sia in rubli ma in euro. Lo scorso 31 marzo, Vladimir Putin aveva firmato un decreto con cui provava a obbligare i Paesi importatori di gas russo a pagare esclusivamente in rubli le forniture. Un obbligo respinto da buona parte dei Paesi europei, che ora dovrebbero seguire l’indicazione arrivata da Bruxelles, dichiarando esplicitamente, spiega ancora la nota, di voler «adempiere ai propri obblighi derivanti dai contrati esistenti» e considerarli onorati con il pagamento o in euro o in dollari.

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