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Svezia e Finlandia nella Nato, Mosca annuncia il rinforzo del confine Ovest: «Aumenteremo le basi militari»

Il ministro degli Esteri russo ha spiegato la risposta sul campo che il Cremlino intende dare all’allargamento dell’Alleanza. E rivendicato la nuova offensiva su Lugansk

La Russia creerà nuove basi militari a Ovest in risposta all’allargamento della Nato. Ad annunciarlo è stato oggi, 20 maggio, il ministro della Difesa Sergei Shoigu. L’annuncio arriva a tre giorni dalla presentazione della richiesta di adesione alla Nato di Svezia e Finlandia, depositata formalmente il 17 maggio al quartier generale dell’Alleanza a Bruxelles. La mossa è considerata dalla Russia «una minaccia militare ai confini», come ha ribadito lo stesso Shoigu citato dalle agenzie di stampa russe Tass e Interfax. «I nostri vicini hanno fatto domanda per aderire alla Nato. Così le tensioni continuano ad aumentare nella zona di responsabilità del Distretto militare occidentale». Le nuove basi militari verranno create quindi a Ovest del Paese, e sono considerate da Mosca una «contromisura appropriata». «Entro la fine dell’anno, 12 unità e divisioni verranno create nel Distretto militare occidentale», ha spiegato Shoigu.


Lugansk e l’acciaieria di Mariupol

Sulla situazione a Lugansk e Donetsk, le repubbliche separatiste filorusse del Donbass, Shoigu ha dichiarato che la Russia continua a espandere il suo controllo sui territori. «La liberazione della Repubblica Popolare di Lugansk si sta avvicinando alla fine», ha detto durante la riunione del consiglio dei ministri, citato Tass. Per quanto riguarda l’acciaieria di Azovstal di Mariupol, invece, il ministro ha dichiarato che sono stati «salvati» 177 civili e che quasi «2 mila nazionalisti si sono arresi». Sui numeri dei miliziani del reggimento Azov evacuati non c’è certezza: le versioni di Kiev e Mosca restano diverse.


Immagine di copertina: EPA/ALEXEI NIKOLSKY

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