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Ragusa, va ai domiciliari l’uomo (figlio di un boss) che uccise i due cuginetti con un Suv. La rabbia delle famiglie

I genitori dei bimbi uccisi: «Siamo arrabbiati e delusi, questa è una giustizia ingiusta»

È stato spostato agli arresti domiciliari Rosario Greco, il conducente del Suv che aveva travolto i due cuginetti Alessio e Simone D’Antonio l’11 luglio 2019 a Vittoria, in provincia di Ragusa. «Siamo arrabbiati e delusi, questa è una giustizia ingiusta – ha commentato il padre di Alessio, Alessandro D’Antonio. Non riusciamo a capire quale motivazione possa aver trovato il giudice per concedere i domiciliari». «È incredibile. Siamo senza parole – continua la famiglia D’Antonio. Ci siamo affidati alla giustizia, non possiamo pensare che a meno di tre anni dalla strage che ci tolse i nostri figli, oggi questo delinquente sia fuori dalla galera. È questa la giustizia che lo Stato italiano riconosce a noi genitori? Tre anni di carcere per aver trucidato due bambini?».


Rosario Greco, figlio di un boss mafioso

Il 37enne, colpevole dell’omicidio, è il figlio del boss Elio Greco, il cosiddetto «re degli imballaggi» e affiliato al clan Dominante-Carbonaro, molto vicino alla famiglia mafiosa gelese dei Rinzivillo. Da tre giorni ha lasciato il carcere dove si trovava per scontare i 9 anni di reclusione per i quali era stato condannato a maggio 2020. Lo scorso marzo la Corte di Cassazione ha annullato con rinvio la sentenza d’appello e il processo verrà rifatto. Arriva sdegno anche dal fronte politico: il leader della Lega Matteo Salvini ha commentato su twitter la notizia della sentenza dicendo che si tratta di «una vergogna e una schifezza».


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