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Calenda lancia Cottarelli presidente della Lombardia: «È già disponibile». Ma lui nega: «Nessuno mi ha contattato»

Già premier incaricato da Sergio Mattarella per quattro giorni nel 2019, Calenda punterebbe su di lui per il centrosinistra. Ma l’economista frena

Reduce dalle amministrative, Carlo Calenda fissa già il prossimo obiettivo. Durante l’inaugurazione della nuova sede di Azione a Milano, l’ex ministro allo Sviluppo Economico ha già indicato il nome di chi potrebbe sfidare Attilio Fontana (o comunque il candidato di centrodestra) per le prossime elezioni regionali. Calenda ha scelto il suo campione: «Per le regionali lombarde del 2023 c’è un nome che è perfetto per tenere insieme un campo riformista e progressista che si chiama Carlo Cottarelli». Calenda ha spiegato che Cottarelli al momento sarebbe disposto a candidarsi. Ma ha aggiunto: «Certamente diventerà indisponibile se cominceranno a dire che faranno le primarie nel 2038». Cottarelli, ha però smentito di aver dato la sua disponibilità: «Ultimamente sono lusingato dal fatto che si pensi a me, però nessuno mi ha ancora contattato in proposito». Al momento «non ho niente da dire e continuo a fare il mio lavoro» ha aggiunto l’economista.


Come dimostrato in queste elezioni amministrative, è difficile che Calenda corra da solo con il suo partito. Pensando a un’alleanza, il leader di Azione ha offerto una mano anche al Pd, sempre che non decida di continuare un percorso di alleanza con il Movimento 5 Stelle: «Se Enrico Letta vuole fare veramente un lavoro di alleanza lo facciamo in Lombardia, tanto qui il M5s non c’è più: il problema non si pone». E ha aggiunto: «Se devono avere i 5stelle per forza si comprassero un cane e lo chiamassero 5Stelle».


Il terzo polo con +Europa e le liste civiche

Nel caso l’alleanza con il Pd dovesse saltare, Calenda punterà invece sulla creazione di un terzo polo: «Nel 2023 ci saranno tre poli: il polo con Pd-5Stelle, quello che costruiranno Azione, +Europa e le liste civiche, diciamo l’area Draghi anche se non mi piace il termine, e dall’altro lato ci sarà la destra sovranista che in Europa è completamente esclusa da qualunque rapporto con la Commissione europea perché sono all’opposizione. Io penso che il Pd abbia una sua strada che è quella dell’alleanza coi 5stelle alle prossime elezioni politiche. Questo Letta lo ha ribadito ieri».

Al netto del terzo polo, i segnali di Calenda a Letta non sono finiti con queste parole: «Secondo me il M5s è garanzia di perdere. Queste elezioni dicono anche che il M5S è defunto e che il Pd continua con un grande accanimento a perseguire un’alleanza con un partito che non solo ha differenza di vedute su tutto, dalla politica estera ai termovalorizzatori». Con una battuta, Calenda ha anche liquidato un altro potenziale candidato: «Il candidato ideale è Cottarelli, se però si mettono a dire ‘no non decidiamo, c’è Majorino o c’è mia zia…’ e si deve perdere tempo con delle finte primarie, allora noi facciamo altro».

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