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Di Maio, l’addio al M5s: «Da irresponsabili picconare il governo, grazie ma vado via» – Il video

È una «scelta sofferta» quella raccontata dal ministro degli Esteri che garantisce di non voler mettere in piedi un «partito personale», ma un cammino con sindaci e amministratori locali contro «odio, populismo, sovranismo ed estremismi»

È rottura tra Luigi Di Maio e MoVimento 5 Stelle. «Io ringrazio il MoVimento. Quella di oggi è una scelta sofferta che mai avrei pensato di dover fare. Oggi, io e tanti altri colleghi lasciamo il M5s che da domani non sarà più la prima forza politica del Parlamento (la Lega diventa infatti il primo partito di maggioranza relativa in Parlamento con 193 parlamentari tra Camera e Senato, ndr). Vi auguro di raggiungere gli stessi risultati che abbiamo raggiunto in questi anni, ma da oggi inizia un nuovo percorso». Con queste parole il Luigi Di Maio, dall’Hotel Bernini di Roma, ha ufficialmente abbandonato il MoVimento 5 Stelle, dopo il voto della risoluzione sull’Ucraina al Senato e che, negli ultimi giorni, ha fatto esplodere gli animi all’interno dei pentastellati.


«Oggi è stata una giornata molto importante, al Senato è stata votata la risoluzione che rafforza il governo e il presidente Draghi che andrà al prossimo Consiglio europeo con il forte sostegno delle forze politiche. Dopo settimane di ambiguità, turbolenze e attacchi – ha proseguito il ministro degli Esteri – siamo arrivati a un voto netto. Ma da oggi inizia un nuovo percorso, e se c’è una parola che deve essere al centro di un progetto per il Paese è “verità”».


«Picconare la stabilità del governo per ragioni legate alla crisi di consenso è da irresponsabili»

Durante la conferenza stampa, Di Maio ha poi sferrato un durissimo attacco all’ex premier Giuseppe Conte, senza mai nominarlo, e a diversi esponenti pentastellati in parlamento: «Faccio parte del governo e credo che l’operato di Draghi sia un orgoglio e continueremo a sostenerlo con lealtà e impegno. In questi mesi la prima forza politica in Parlamento aveva il dovere di sostenere il governo senza ambiguità – ha proseguito Di Maio -. Abbiamo scelto di fare un’operazione verità, partendo proprio dall’ambiguità in politica estera del M5S: in questo momento storico sostenere i valori europeisti e atlantisti non può essere una colpa. Di fronte alle atrocità di Putin dovevamo scegliere».

«Non possiamo permetterci ambiguità nel decidere se stare dalla parte di chi difende la democrazia o dalla parte di chi ci sta ricattando col gas. L’Ucraina ha difeso l’Europa con coraggio e sacrificio». E il titolare della Farnesina ha aggiunto: «Negli ultimi giorni c’è stata una vera e propria escalation contro di noi, che ha minato anche il governo. La prima forza politica in parlamento ha messo in discussione l’operato solo per recuperare qualche punto percentuale, senza neanche riuscirci».

«È finita l’epoca dell’ipocrisia»

Nel corso del suo discorso, il ministro degli Esteri ha sferrato un durissimo attacco a una parte del M5s: «Una forza politica matura deve sapersi aprire al confronto e al dialogoe e saper fare tesoro dell’esperienza nelle istituzioni che, nell’arco di due legislature, ci ha fatto capire che alcune esperienze del passato erano sbagliate». E Di Maio ha poi incalzato: «La pandemia di Coronavirus e la guerra hanno chiamato alla responsabilità tutte le forze politiche, incluse quelle che dicevano di essere a favore della scienza, ma strizzavano l’occhio ai No vax, che dicevano di essere dalla parte della sicurezza, ma si opponevano al Green pass, che ospitavano la democrazia e poi erano fan di Putin».

«Dovevamo necessariamente scegliere da che parte stare della storia, con l’Ucraina aggredita o la Russia aggressore, le posizioni di alcuni dirigenti del M5S hanno rischiato di indebolire il nostro Paese: è finita l’epoca dell’ipocrisia, e chi sta provando a proporre soluzioni semplici a problemi complessi si sta distaccando dalla vita reale».

«No forza politica personale, ripartiremo dagli amministratori locali»

«Oggi non presenteremo né un simbolo, né l’ennesimo manifesto elettorale – ha aggiunto Di Maio -. Per fare progredire l’Italia da Nord a Sud abbiamo bisogno di aggregare i migliori talenti e le migliori capacità, perché uno non vale l’altro». L’ex capo politico del M5s ha poi precisato: «Nessuno ha intenzione di creare una forza politica personale. Ci mettiamo in cammino, e nel nuovo percorso si partirà dagli amministratori locali: dovrà essere un’onda con al centro le esigenze territoriali. Non ci sarà spazio per odio, populismo, sovrani ed estremismi».

L’ex leader dei 5 Stelle ha dunque concluso: «Non ci possiamo permettere passi falsi, dobbiamo costruire il futuro di tutti i cittadini. Ai colleghi e amici dico: mettiamoci in cammino, insieme per il futuro, che sarà di tutti coloro che vorranno condividere questo progetto e saranno i benvenuti».

Il nuovo gruppo parlamentare di Di Maio: “Insieme per il futuro”

Il nuovo gruppo parlamentare dei “dimaiani” si chiamerà infatti Insieme per il futuro, e finora ha raccolto quasi 60 adesioni tra deputati e senatori. Il capogruppo alla Camera sarà l’ex ministro per le Politiche Giovanili e lo Sport nel governo Conte bis, Vincenzo Spadafora. Al Senato invece Di Maio ha davanti a sé una bega da risolvere. Non avendo un proprio simbolo alle elezioni, secondo quanto previsto dal regolamento di Palazzo Madama, di fatto non può creare il proprio gruppo al Senato, anche nel caso in cui dovessero raggrupparsi almeno 10 senatori e senatrici. Cosa accadrà? Nel frattempo, tra i “big” che seguiranno Di Maio nel suo nuovo progetto ci sono diversi volti noti del M5s e “di peso” a livello di esecutivo.

Tra questi la la sottosegretaria all’Economia Laura Castelli, il sottosegretario alla Salute Pier Paolo Sileri, la presidente della commissione Banche Carla Ruocco, il sottosegretario per gli Affari esteri e la cooperazione internazionale Manlio Di Stefano, la sottosegretaria per il Sud Dalila Nesci e la sottosegretaria per la Giustizia Anna Macina. Ma la lista non è ancora definitiva e i pentastellati che potrebbero seguire Luigi Di Maio in questo suo nuovo percorso potrebbe creare un effetto domino, andando a creare un effetto domino anche su altri nomi noti di quel che resta del M5s.

Giuseppe Conte e Beppe Grillo, al momento, non hanno ancora commentato l’uscita dal MoVimento delle truppe “dimaiane“. Ma la risposta non tarderà ad arrivare, anche a causa dell’arrivo a Roma del co-fondatore del M5s, previsto per le prossime 24-48 ore.

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