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No! I dati della Sanità italiana non dimostrano che i vaccini hanno una “efficacia negativa”

La difficoltà di monitorare i non vaccinati crea l’illusione che si contagino di meno. Ma questo fenomeno era già noto

Il quotidiano La Verità pubblica un articolo nel quale si afferma che dai dati, recentemente pubblicati dall’Istituto superiore di sanità (Iss), risulterebbe che i vaccini contro il nuovo Coronavirus mostrerebbero una «efficacia negativa». Secondo la teoria, chi si è vaccinato con tre dosi risulterebbe più a rischio di ammalarsi rispetto a chi non ha completato il ciclo vaccinale o non si è vaccinato affatto.

Per chi ha fretta:

  • I gli esperti hanno già smentito in precedenti occasioni l’esistenza di una efficacia negativa dei vaccini Covid.
  • La difficoltà di conteggiare i non vaccinati e di registrare precedenti infezioni crea un rumore di fondo, che nelle tabelle non compare, generando l’illusione che i non vaccinati si ammalino di meno.
  • Esistono precedenti cattive interpretazioni dei dati sanitari, con incongruenze simili nei dati, la cui natura era stata già spiegata.

Analisi

«I no vax si contagiano di meno di chi ha tre dosi (o due recenti) – titola La Verità -, Il trend riguarda gli under 60. I tecnici ormai parlano di “efficacia negativa” dei sieri». Così viene riassunto l’articolo de La Verità in un tweet del 21 giugno:

Continuano a propagandare terza e quarta dose e vaccino ai bambini ma gli stessi dati ISS dicono che non conviene. Si chiama “efficacia negativa” e non è, come qualche pseudoesperto lascia intendere, un ossimoro, ma un valore che si calcola con una formula.

Esiste davvero una «efficacia negativa» dei vaccini?

Se per «pseudoesperto» dobbiamo intendere tutti i «tecnici» che non concordano con questa narrazione, allora abbiamo un problema, perché a smentire Loy è una nota dello stesso Istituto:

FALSO. L’analisi sull’efficacia dei vaccini per le fasce di età sopra gli 11 anni viene presentata settimanalmente dall’Iss nel suo report esteso, ed evidenzia chiaramente un aumento dell’efficacia vaccinale dopo la somministrazione della dose booster, in tutte le fasce di età, sia nella prevenzione dell’infezione di SARS-CoV-2 che della malattia severa, rispetto alla vaccinazione completa con due dosi

Secondo i critici alla nota dell’Iss, la colpa di questi «pastrocchi» sarebbe dell’Istituto stesso, reo di «poca chiarezza dei dossier». Il problema è che chi dovrebbe fare chiarezza, facendo da cerniera tra linguaggio tecnico e comunicazione al grande pubblico, non sembra aver consultato degli esperti.

Le spiegazioni di tali incongruenze nelle tabelle esistevano già, ma La Verità non sembra tenerne conto. Tanto per cominciare, questa narrazione era stata presentata il mese scorso dal dottor Giovanni Frajese nella sede della Camera dei deputati. Nella nostra analisi spiegavamo già – con la collaborazione di Aureliano Stingi (PhD in Cancer Biology) -, che non ha alcun senso parlare di «efficacia negativa» dei vaccini.

 Ovviamente la protezione non può diventare negativa – continua Stingi -, la quantità di benzina in una macchina non può essere negativa [quando si fa riferimento ai dati sulla popolazione e non a trial clinici, Ndr] non valuti l’efficacia. Non sai per esempio se i non vaccinati hanno avuto delle infezioni asintomatiche, così come tante altre informazioni. Quindi si crea un rumore statistico, che apparentemente ti fa andare l’efficacia vaccinale in negativo. In realtà non è possibile che questi vaccini ti facciano infettare di più.

Quel rumore di fondo, che non si vede nelle tabelle

Nel caso dei dati Iss molte variabili non sono state tenute in considerazione, creando quel «rumore di fondo» accennato da Stingi. Infine, come abbiamo visto in precedenza, quando si usavano a sproposito le tabelle della Sanità inglese per sostenere che i vaccini causino una sindrome simile all’Aids (Sic!), è difficile conteggiare non vaccinati e persone che hanno avuto una precedente infezione.

«C’è stato un forte aumento della quota di persone che hanno avuto un’infezione che però non è stata notificata – continua l’Iss -. Nell’analisi queste persone risultano ‘non vaccinate’, ma in realtà hanno una protezione data dall’infezione pregressa, con una conseguente sottostima dell’efficacia calcolata».

Le tabelle poi non permettono di distinguere chiaramente le persone che si sono fermate a due dosi, perché hanno nel mentre contratto la Covid-19, «altro fenomeno che può spiegare perché per alcune persone l’efficacia risulti maggiore per le persone immunizzate da più tempo». L’Istituto conclude la nota auspicando un aggiornamento delle tabelle, che tenga conto di queste «incongruenze» nei dati. Tutti problemi che un giornalista può intanto limare – per esempio consultando la stessa Agenzia che ha prodotto i dati -, prima di pubblicare.

Conclusioni

Secondo La Verità esisterebbe una comprovata «efficacia negativa» che porterebbe i vaccinati ad ammalarsi più dei «No vax». A conferma di tale narrazione vengono usati i dati dell’Iss, senza contestualizzarli, quindi interpretandoli male, cosa che viene confermata da una nota dello stesso Istituto, che spiega quanto era già stato chiarito in precedenza da esperti e divulgatori, in merito alla difficoltà di monitorare diverse circostanze: come precedenti infezioni, o la stessa mancanza di dati aggiornati sulla popolazione non vaccinata. Tutto questo è un rumore di fondo che può portare i non addetti ai lavori a leggere i dati in maniera distorta, generando valori negativi che non hanno corrispondenze nella realtà.

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