Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Il mentalista dai gol decisivi: Milan, ecco Divock Origi

Oggi l’attaccante belga sbarca in Italia. Domani svolgerà le visite mediche: pronto un triennale da 3,5 milioni a stagione

E’ il giorno di Divock Okoth Origi. Il nuovo attaccante del Milan è sbarcato nel pomeriggio di lunedì all’Aeroporto di Linate, pronto per iniziare la sua nuova avventura in Serie A. Subito i primi scatti da prossimo giocatore rossonero prima di effettuare le consuete visite mediche e firmare il proprio contratto con la maglia rossonera.


Il ventisettenne arriva in rossonero a parametro zero e firmerà un contratto triennale – con opzione per il quarto – da 3.5 milioni a stagione. Un colpo fortemente cercato dalla dirigenza milanista che, già in primavera, avevano allacciato i contatti con l’entourage del giocatore per trovare un’intesa. Origi è il primo colpo del calciomercato del Milan, preso per fornire a Pioli una soluzione altamente qualitativa per il reparto offensivo.


Chi é Divock Origi

EPA/PETER POWELL | Divock Origi festeggia con Xherdan Shaqiri dopo aver realizzato un gol durante Liverpool-Barcellona, Stadio Anfield, Liverpool, Regno Unito, 7 maggio 2019

Nato il 18 aprile 1995 a Ostenda, in Belgio, Origi ha i geni del calciatore nel suo Dna. Il padre infatti è Mike Origi Okoth, ex calciatore keniota che proprio in Belgio ha scritto le pagine più importanti della sua carriera ma non solo visto che in terra belga è nato il secondogenito Divock. Origi muove i primi passi da calciatore nel Genk, prima di trasferirsi in Francia a soli 17 anni per rispondere alla chiamata del Lille: è nelle Fiandre che il ragazzo esplode sotto la guida di Rudi Garcia, attirando su di se le attenzioni di diversi top club europei. E le offerte non tardano ad arrivare.

La consacrazione arriva nel 2015, quando il Liverpool lo sceglie per arricchire il reparto offensivo: con i Reds segna 41 gol accumulando 145 presenze, nonostante una stagione trascorsa in prestito al Wolfsburg (17/18). Con il Liverpool ha vinto 1 campionato, 1 coppa nazionale, 1 coppa di lega, 1 Champions League, 1 Supercoppa europea e 1 campionato del mondo per club. Il momento più alto della carriera risale al 2018 quando, nel finale di stagione, si è reso protagonista della vittoria della Champions grazie alla doppietta realizzata in semifinale che ha sancito la storica rimonta per 4-0 sul Barcellona.

Mentalista

EPA/Matt Dunham | Divock Origi durante Fulham-Liverpool di Premier League, Londra, Regno Unito, 13 dicembre 2020

Origi vanta una forte passione per la conoscenza e la comprensione della mente umana. Una vocazione che lo ha portato a “psicanalizzare” diversi compagni di spogliatoio nel corso della sua carriera, come ammesso dallo stesso giocatore: «Amo studiare le personalità della gente: a Liverpool posso dire chi è estroverso e chi no, forse tornerò a studiare quando smetterò». In passato infatti il classe ’95 si era anche avvicinato alla psicologia. Tra le altre doti di Origi c’è anche quella di essere poliglotta. Il ragazzo infatti oltre all’inglese parla fluentemente anche francese, olandese e swahili. Un bagaglio di tutto rispetto a cui presto potrebbe aggiungersi anche l’italiano.

Curiosità

ANSA/OLIVER WEIKEN | Divock Origi segna il gol dell’1-0 durante Belgio-Russia, Estadio do Maracana, Rio de Janeiro, Brasile, 22 giugno 2014

Nonostante non sia un bomber – il gol non è propriamente il suo marchio di fabbrica – le reti di Origi sembrano destinate a restare indelebili nei destini di persone e… animali! Sì perché durante il Mondiale giocato nel 2014 in Brasile il gol realizzato contro la Russia ha fatto impazzire un’intera Nazione e in Belgio, nel parco acquatico di Saint-Michiels, un delfino nato subito dopo la partita è stato ribattezzato Origi. Un nome rimasto indelebile anche sulla pelle di un tifoso del Liverpool che, prima di un derby con l’Everton nel 2018 aveva giurato: «Mi faccio un tatuaggio se segna Origi». Detto fatto. I Reds infatti hanno trionfato proprio grazie ad una rete del belga in pieno recupero e, pochi giorni più tardi, sulla gamba del tifoso è comparsa la scritta «D1vock».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: