Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Dagli aumenti dell’energia alla penuria di CO2: perché l’acqua frizzante rischia di sparire dai supermercati

Il problema allarma tutta l’Europa. A rischio tutto il settore delle bevande frizzanti e quello dei dolci

«La CO2 è introvabile e anche tutti i nostri competitors sono nella stessa situazione. Siamo disperati». Sono le parole di Alberto Bertone, presidente e Ceo di Acqua Sant’Anna, che denuncia gli effetti dei rincari sulle materie prime e della siccità sulle fonti che permettono di produrre acqua frizzante. Molto amata dagli italiani, nei supermercati ha registrato un aumento del 6,4 per cento (dati NielsenIQ) nelle vendite tra gennaio e maggio, ora l’acqua gasata rischia di sparire dai supermercati. Un allarme che non riguarda solo l’Italia, ma tutta l’Europa. Anche il gruppo francese Air Liquide, che produce CO2, ha confermato il problema.


Cause ed effetti

Il problema di base, che ci trasciniamo già dalla fine dello scorso anno e che si ripresenta ciclicamente, è la difficoltà nel reperire l’anidride carbonica per gli alimenti e le bevande. Bertone, alla guida di Sant’Anna nonché primo produttore europeo di acqua frizzante, ha spiegato che a fine 2021 il problema era stato tamponato. Ora, invece, «una volta finiti gli stock nei magazzini di supermercati e discount, non ci saranno più bottiglie in vendita».


Questa mancanza è una delle conseguenze dell’aumento dei costi dell’energia, della plastica, dell’alluminio, del vetro e delle problematiche dei trasporti che limitano da un lato l’estrazione naturale della materia prima e dall’altro la produzione industriale delle bevande. L’ambito della distribuzione, che prende la CO2 dal terreno e la modifica per essere inserita nelle bombole, è quindi rallentato, ma ad essere maggiormente a rischio è quello della trasformazione, il processo in cui la materia prima viene lavorata per essere poi commercializzata.

A rischio bevande frizzanti, dolciumi e l’ombra della Sugar tax

È in allarme anche il tutto il settore delle bibite frizzanti, analcoliche e non, così come quello dei dolci. L’anidride carbonica è infatti utilizzata anche per conservare e regolare la temperatura degli alimenti. MA non solo. Anche la logistica fa uso di questa materia prima: la Co2 viene impiegata nei trasporti refrigerati. Giancarlo Pierini, presidente di Assobibe, associazione di Confindustria che rappresenta i produttori di bevande analcoliche in Italia, ha infatti evidenziato quanto anche questo settore stia arrancando.

«Le aziende che rappresento sono in estrema difficoltà», ha detto. Spiegando che oltre ai problemi legati agli aumenti energetici ci sono anche quelli del reperimento delle materie prime per i packaging dei prodotti. «Le aziende – aggiunge Pierini – tra pochi mesi saranno anche tassate dalla Sugar Tax (tassa sullo zucchero) su tutti i loro prodotti. Con inevitabili effetti sui prezzi, già in crescita in questo momento di esplosione dell’inflazione, e dunque sui volumi. Chiediamo al governo di agire almeno su questo, perché la tassa deve essere eliminata per dare un po’ di respiro alle aziende e provare davvero a ripartire».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: