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Giappone al voto dopo l’omicidio di Abe. Il killer alla polizia: «Volevo realizzare una bomba»

I media nipponici, citando fonti investigative, danno nuovi dettagli sulle intenzioni di Yamagami. Aperte le urne per il rinnovo della Camera Alta

Avrebbe tentato di realizzare anche una bomba. Tetsuya Yamagami, l’uomo di 41 anni che ha sparato e ucciso l’ex premier giapponese Shinzo Abe lo scorso 8 luglio, avrebbe confessato alla polizia di aver provato a fabbricare un esplosivo artigianale, oltre alla pistola che ha poi usato per uccidere Abe. A darne notizia è l’agenzia di stampa giapponese Kyodo, che ha citato fonti investigative. Yamagami è comparso questa mattina davanti ai pubblici ministeri con l’accusa di omicidio e per la formalizzazione dell’arresto. Ieri, 9 luglio, il capo della polizia locale Tomoaki Onizuka ha ammesso che ci sono state «notevoli falle» nella protezione dell’ex premier. In una conferenza stampa nel giorno dopo l’attentato, Onizuka ha detto: «È innegabile che ci siano stati problemi nella sicurezza». Mentre continuano le indagini sull’accaduto, I segretario di Stato americano Antony Blinken ha fatto sapere che si recherà in visita in Giappone lunedì 11 luglio per rendere omaggio all’ex premier.


Il rinnovo della Camera Alta

Intanto, ancora sotto shock, oggi i giapponesi votano per rinnovare la Camera Alta. Le elezioni sono state confermate perché «non ci piegheremo mai alla violenza», ha detto il primo ministro Fumio Kishida. In ballo ci sono 125 dei 248 seggi, e si prevede che il partito liberaldemocratico di Abe e Kishida e la sua coalizione aumenteranno i consensi. La Camera dei Consiglieri è relativamente meno importante della Camera dei Rappresentanti, dove vengono decise le norme più rilevanti, ma è un barometro fondamentale per capire la popolarità del primo ministro.


Immagine di copertina: EPA/The Asahi Shimbun

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