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Per Bakayoko fermo razzista? No. Ecco cosa è successo

Tutto nasce da una sparatoria avvenuta nei pressi di Corso Como a Milano e la ricerca di un suv nero con a bordo un uomo vestito come il calciatore milanista

A partire da domenica 17 luglio 2022, è diventato virale un video dove degli agenti di polizia fermano e perquisiscono un uomo, puntando la pistola verso l’interno della sua vettura. Poco dopo, gli agenti si accorgono con grande stupore che non si tratta di una “persona qualunque”, ma del giocatore del Milan Timoué Bakayoko. Il video non è recente, in realtà risale al 3 luglio 2022 e per il calciatore si è trattato di un errore che non ha nulla a che fare con il razzismo.


A seguito della diffusione del video, in molti hanno puntato il dito sull’intervento degli agenti associandolo al colore della pelle del giocatore del Milan, accusandoli di aver agito dietro un movente razzista e paragonando il capoluogo lombardo al Texas. La scena ripresa non è certamente paragonabile a quella di George Floyd e non si riscontrano atti di violenza ingiustificata da parte degli agenti. A fornire una ricostruzione dei fatti è stata la Questura di Milano.


Il fatto è avvenuto il 3 luglio 2022 a seguito di un episodio registrato nei pressi di Corso Como a Milano, dove la polizia era intervenuta dopo la segnalazione di alcuni colpi d’arma da fuoco dove risultarono coinvolti due cittadini senegalesi di 27 e 28 anni, soccorsi dal personale sanitario per le ferite riportate. Gli agenti delle forze dell’ordine erano alla ricerca di un suv nero guidato da una persona dalla pelle nera vestita con una maglietta verde, un identikit che combaciava proprio con il giocatore del Milan fermato la stessa mattina. Accertata la sua estraneità ai fatti, è stato rilasciato dagli agenti.

Dal 3 luglio ad oggi, a distanza di almeno 15 giorni, non risultano dichiarazioni pubbliche da parte del giocatore del Milan Timoué Bakayoko o accuse di razzismo mosse nei confronti degli agenti per quanto accaduto. Nel corso della giornata del video, gli agenti della squadra mobile avevano poi arrestato i due cittadini senegalesi feriti rinvenendo, presso una delle loro abitazioni, dei proiettili caricati a salve come quelli utilizzati durante gli scontri nei pressi di Corso Como.

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