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Crisi del grano, le prime navi pronte a partire dall’Ucraina: «Via all’export il 27 luglio»

L’annuncio di Kiev: «Si inizierà con il porto di Chornomorsk». Poi toccherà a Odessa e Pivdenny

Le prime esportazioni di grano dall’Ucraina partiranno il 27 luglio dal porto di Chornomorsk. A dichiararlo è Oleksandre Kubrakov, il ministro delle Infrastrutture ucraino che venerdì scorso ha firmato a Istanbul l’accordo con Turchia, Onu e Russia. Una dichiarazione che arriva a pochi giorni dall’attacco missilistico russo contro uno dei principali porti del Paese, quello di Odessa. «Ci aspettiamo che l’accordo inizi a funzionare nei prossimi giorni», ha detto Kubrakov che vede nel rischio di altri bombardamenti il principale ostacolo. Per questo motivo, il ministro ha invitato il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il segretario generale Onu, Antonio Guterres, a svolgere il loro ruolo di garanti: «Se le parti non garantiscono la sicurezza, non funzionerà».


Quanto alle mine posate dalle forze ucraine nel Mar Nero per difendersi da eventuali assalti anfibi russi, Kubrakov ha detto che saranno rimosse solo «nel corridoio necessario per le esportazioni». Dopo il porto sudoccidentale di Chornomorsk, toccherà a Odessa e infine quello di Pivdenny. «Nelle prossime due settimane saremo tecnicamente pronti a esportare grano da tutti i porti ucraini», ha assicurato il viceministro delle Infrastrutture, Yuri Vaskov.


Il “piano B” made in Usa

L’attacco missilistico a Odessa, rivendicato da Mosca, sarebbe stato rivolto «solo alle infrastrutture militari» e non sarebbe «in nessun modo collegato all’infrastruttura utilizzata per adempiere agli accordi per l’esportazione del grano». Questo è quanto sostiene Dmitry Peskov, portavoce di Vladimir Putin, riportato dall’agenzia Interfax. Samantha Power, funzionaria dell’Agenzia statunitense per lo sviluppo internazionale, ha detto alla Cnn che si sta lavorando all’ideazione di un “piano B“: «Non ci si può fidare di nulla di ciò che dice Putin». Il piano «prevede l’utilizzo di strade, ferrovie e fiumi, l’invio di chiatte e l’adeguamento dei sistemi ferroviari».

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