Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

L’ultimatum di Carlo Calenda al Pd: «Non c’è spazio per Sinistra e Verdi nella coalizione»

Il leader di Azione su Twitter all’attacco di Fratoianni e Bonelli

«Direi che abbiamo raggiunto un punto di chiarezza. Mi pare del tutto evidente che c’è una scelta netta da fare per il Partito Democratico che ha siglato un patto chiaro con noi che dice l’opposto. A queste condizioni per quanto ci concerne non c’è spazio per loro nella coalizione», sono queste le parole del leader di Azione Carlo Calenda in risposta a quelle del segretario di Sinistra Italiana di Nicola Fratoianni, che oggi, poco prima delle 10 del mattino ha twittato: «Agenda Draghi? Non esiste. Lo ha detto Draghi stesso. Povero Calenda, deve correre in cartoleria a comprarsene un’altra. Noi intanto lavoriamo per un’Italia più giusta e più verde».


La polemica tra Azione e Fratoianni

La polemica nasce in seguito all’accordo raggiunto tra Azione e Partito Democratico che prevede, appunto, che i due partiti lavorino per portare avanti la «agenda Draghi», punto cruciale per l’ex candidato sindaco di Roma nella definizione dell’intesa. Tuttavia, «è difficile dire che esiste un’agenda». Ad affermarlo è stato proprio il premier del governo per gli affari correnti, che specificando che si tratta «Sostanzialmente è una serie di risposte, interventi e riforme. Si pensi alla pandemia di Coronavirus, ai fondi che sono arrivati grazie al Pnrr e agli obiettivi raggiunti, alla crescita straordinaria di questi due anni». Fratoianni aveva già fatto sapere che «una coalizione che abbia al centro del proprio programma l’Agenda Draghi per noi non è praticabile». A queste dichiarazioni ha fatto riferimento Fratoianni, da giorni in trattativa con il Pd per allargare il fronte del centrosinistra. I dem cercano l’alleanza con SI e Verdi, ma a Calenda, forte dell’intesa recentemente ottenuta, non vanno giù le prese di posizione dei due partiti di sinistra, oltre all’agenda anche il no alla Nato.


Le risposte di Franceschini e Di Maio

Non si è fatta attendere la risposta del Ministro della Cultura Dario Franceschini che tenta di compattare la possibile coalizione guardando oltre i dissidi: «Fermatevi! Ci aspetta una sfida molto più grande dell’interesse dei nostri partiti: evitare che l’Italia finisca in mano a una destra sovranista e incapace. Per iniziarla e vincerla occorre rispettarci a vicenda e accettare le nostre diversità». Immediata la replica di Calenda: «Dario, il terzismo alla volemose bene con noi non funziona. Avete firmato un patto. NATO, rigassificatori, equilibrio di bilancio, revisione Rdc, agenda Draghi. Dall’altro lato c’è una dichiarazione al minuto contro tutto questo. Chiarite. Punto.»

A stretto giro di posta è arrivata anche una nota (furiosa) di Luigi Di Maio: «Dopo essere partito dal ‘grande centro’, Calenda è diventato un “gregario” della coalizione di centrosinistra. Di conseguenza, capisco le sue difficoltà a spiegare, anche ai nuovi arrivati del suo partito e al suo elettorato, che alla fine si candida nel centrosinistra. Sorprende, però, che alla fine proprio Calenda – che si innalza a paladino dell’anti-grillismo – nelle sue dichiarazioni e nei suoi tweet sia diventato il più estremista di tutti. Con questo atteggiamento sta solo disgregando la coalizione di centrosinistra prima ancora che si formi, facendo un regalo alle destre. Ovviamente Calenda può fare quello che vuole, ma con meno arroganza e più rispetto».

Continua a leggere su Open

Leggi anche: