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Chiuse le autocandidature M5S in vista delle parlamentarie. Casalino e Raggi fuori, c’è Appendino

La procedura telematica aperta a tutti gli iscritti al Movimento era iniziata il 5 agosto e si è conclusa alle 14 di oggi. Quasi certamente escluso anche Alessandro Di Battista

Tempo scaduto per le autocandidature del Movimento 5 Stelle in vista delle parlamentarie in agenda, ancora provvisoria, il 16 agosto. Iniziata alle 14 del 5 agosto scorso, la procedura telematica che ha consentito a tutti gli iscritti al partito di candidarsi per le elezioni del 25 settembre, si è conclusa oggi alle 14. L’elenco delle candidature sarà comunicato tra il pomeriggio e la serata, fanno sapere dal MoVimento, ma alcuni assetti sono già chiari.


Chiara Appendino

In attesa di conoscere i nomi dei candidati, la prima ad aver aderito alla chiamata alle armi di Giuseppe Conte era stata ieri, 7 agosto, Chiara Appendino. In un post su Instagram, l’ex sindaca di Torino aveva scritto: «Sono qui per dirvi che ho deciso di mettermi a disposizione della comunità del Movimento 5 Stelle e del progetto di Giuseppe Conte, candidandomi alle prossime elezioni politiche. Il Movimento è la mia casa politica e sono orgogliosa di farne parte. E quando sei parte di qualcosa devi avere il coraggio di metterti in gioco, anche nei momenti più difficili».


Conte su De Raho, Raggi e Di Battista

Stamattina, invece, Conte è tornato a esprimersi sulle autocandidature di Virginia Raggi e di Alessandro Di Battista, senza commentare quella dell’ex procuratore Nazionale Antimafia, Federico Cafiero De Raho. Intervistato da Radio Capital, su quest’ultimo l’avvocato non ha lasciato trapelare indizi chiari: «Confermeremo quando presenteremo le liste», si era limitato a dire. Liste che sono di competenza esclusiva del leader pentastellato, il quale ha comunque sottolineato di essere in costante dialogo con Beppe Grillo, «visto che ha il ruolo di garante». Quanto a Raggi e Di Battista, il leader del Movimento, ha espresso più di un dubbio su entrambi, per ragioni diverse. La prima «tecnicamente rientra nel vincolo del doppio mandato», ha spiegato l’avvocato. Dal canto suo, l’attivista romano «non si è iscritto al Movimento, non credo voglia partecipare alle parlamentarie e rientrare nel Movimento, se vorrà farlo ne parleremo», ha detto Conte. Salvo sorprese, dunque, dal grillino della vecchia guardia ci si attende il definitivo forfait.

Come funziona il vincolo del doppio mandato

Ma come funziona il famoso vincolo del doppio mandato? Si tratta di un caposaldo del Codice etico marchiato 5 Stelle che obbliga i candidati a «non presentare la propria candidatura per una carica elettiva, qualora siano già stati esperiti dall’iscritto n.2 mandati elettivi, così come definiti in apposito Regolamento emanato ai sensi dell’art. 9 comma b) dello Statuto». Alla luce di tale indirizzo, non hanno potuto autocandidarsi coloro che attualmente ricoprono una carica elettiva, da questo divieto sono esclusi quelli per cui la stessa scadrà nel 2022, consiglieri comunali, municipali e/o Presidenti di Municipio in carica per il loro secondo mandato indipendentemente dalla scadenza dello stesso. Escluso dal conteggio del limite dei due mandati elettivi è anche, secondo la regola, un mandato da consigliere comunale, municipale e/o di presidente di Municipio, già effettuato o da effettuare. L’ex sindaca di Roma, consigliera comunale dal 2021 per la terza volta (incluso il mandato da prima cittadina) rientra tecnicamente nel vincolo di doppio mandato.

Nessuna candidatura per Rocco Casalino

Sembrerebbe definitivamente escluso dalla rosa dei papabili il nome di Rocco Casalino, che avrebbe maturato «in piena autonomia» la scelta di non candidarsi in vista delle parlamentarie. In un primo momento, spiega Simone Canettieri sul Foglio, l’ex portavoce di Conte premier «era convintissimo, poi in questi ultimi giorni ha prevalso la convinzione di continuare nella comunicazione di Conte e del M5S».

Come si vota il 16 agosto

Le «parlamentarie», come le ha definite Grillo, sono l’operazione attraverso cui gli iscritti al partito votano i candidati al Parlamento. La votazione avviene sulla base delle autocandidature e con l’espressione della preferenza in modalità rigorosamente digitale. Non è ancora stata confermata la data in cui dovrebbero tenersi, ma finora è accreditata la data del 16 agosto.

Le prime conferme

Dopo Chiara Appendino, finora, si sono fatti avanti alla spicciolata il consigliere Capitolino in Campidoglio Paolo Ferrara e la deputata Stefania Ascari. «Partecipo alle parlamentarie per le prossime elezioni politiche», ha esordito stamattina il primo su Facebook. «Metterò a disposizione del Movimento 5 Stelle e di Giuseppe Conte l’esperienza di governo maturata da consigliere comunale in Campidoglio. Sarebbe un onore immenso rappresentare il Paese!». Stessa antifona per Ascari: «In questa legislatura tanto è stato fatto, ma molto altro ancora bisogna fare», ha spiegato.

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