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Berlusconi contro l’inflazione: «Via l’Iva sul carrello della spesa». Ma lo aveva già promesso Salvini a luglio (e ora anche Di Maio)

11 Agosto 2022 - 12:00 Enrico Spaccini
"Una pillola al giorno leva il medico di torno. Una pillola al giorno del nostro programma dovrebbe levare di torno i signori della sinistra. La pillola sono le tasse. Quando saremo al governo applicheremo una flat tax al 23%, per tutti, famiglie e imprese, per alleggerire l'oppressione fiscale, per combattere davvero l'evasione, per aumentare le entrate dello Stato". Lo afferma il Presidente di Forza Italia, Silvio Berlusconi, in un breve video messaggio diffuso sui social.
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I dati Istat parlano di +9,1% di costo dei beni di prima necessità. E parte l'assalto alla diligenza del Carovita
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All’inizio c’era l’aumento delle pensioni minime a 1.000 euro al mese. Poi il milione di alberi da piantare (con il Pnrr che ne prevede 6,6 milioni). E anche una flat tax per tutti al 23% (con la Lega che propone il 15%). Ma le promesse elettorali di Silvio Berlusconi non accennano a rallentare e ora possono contare tra le loro fila anche l’azzeramento dell’Iva sui prodotti di prima necessità. A darne notizia è lo stesso Cavaliere, fresco di candidatura nelle liste di centrodestra per il Senato, con un tweet che riporta i dati Istat: il costo del carrello della spesa di luglio è aumentato del 9,1%. Cifra mai vista dal 1984. Ecco perché il leader di Forza Italia propone di togliere del tutto l’Iva su beni come pane, pasta e latte. Progetto che era stato annunciato già a fine luglio dalla Lega di Salvini, che interessava anche frutta e verdura, e che aveva provato a inserire nel decreto Aiuti bis. Cosa che non gli riuscì perché, come gli ha ricordato qualche giorno dopo Luigi Di Maio, il governo era caduto e aveva reso il provvedimento irrealizzabile. Per questo motivo anche il leader di Impegno Civico e ministro degli Esteri ha dichiarato in una conferenza stampa alla Camera di voler inserire «nella prossima legge di bilancio» l’azzeramento dell’Iva sui beni di prima necessità o «la riduzione dell’Iva sulla carne e sul pesce».

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