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Roma, Mourinho: «Troppo rumore intorno a noi, non siamo da scudetto»

A ottanta giorni di distanza dall’ultima volta, lo Special One è tornato a parlare in conferenza stampa alla vigilia della gara d’esordio in campionato contro la Salernitana

A quasi tre mesi di distanza dall’ultima conferenza stampa ufficiale, José Mourinho è tornato a parlare della sua Roma davanti ai giornalisti italiani. Dopo 80 giorni di silenzio – per quanto riguarda i media nazionali – lo Special One si è presentato nella sala stampa di Trigoria per fare il punto della situazione alla vigilia dell’inizio del campionato, che per i giallorossi inizierà domenica 14 agosto in casa della Salernitana. L’attesa però era tutta per il parere sul calciomercato giallorosso, e la risposta del tecnico non si è lasciata attendere:


Purtroppo il mercato non è chiuso, non mi piace dato che ora inizia la stagione. Ci sono 3-4 gare prima della chiusura . Fare una valutazione adesso è prematuro, è meglio aspettare. Ovviamente abbiamo preso 5 giocatori di qualità spendendo 7 milioni, quindi è stato fatto un qualcosa di positivo, ma fare valutazioni con il mercato è ancora aperto è prematuro. Frustrazione? Abbiamo preso 5 giocatori utili per il miglioramento della rosa, ma sono usciti Mkhitaryan e Veretout che erano molto importanti per noi, un titolare assoluto e uno dei più utilizzati. Abbiamo preso 4 giocatori di movimento e un portiere, dire frustrato sarebbe troppo. C’è soddisfazione perché i giocatori che sono arrivati mi piacciono e ho dato il benestare. La società e il direttore non hanno scelto da soli, abbiamo un rapporto che proibisce questo tipo di scelte. Anzi farei un applauso alla società, visto che con 7 milioni sono arrivati 5 giocatori. Fantastico quello che è stato fatto». Per ritenersi completamente soddisfatto però, a Mourinho manca ancora qualcosa: «Per poter affrontare una stagione senza paura di incappare in possibile imprevisti c’è bisogno di qualcosa in più, ma ora posso solo applaudire.


Non siamo da scudetto

Mourinho però tiene a precisare più di qualcosa, soprattutto quando gli viene domandato quali siano le ambizioni della Roma, che più di qualcuno vede in lotta per lo Scudetto. Lo Special One non si lascia andare a facili entusiasmi e, anzi, tende ad abbassare i toni e a ridimensionare la questione:

In Europa per fare meglio dovremmo vincere l’Europa League, dove ci sono squadre con un potenziale economico distante dal nostro. In campionato siamo finiti sesti, la rosa è migliorata ma anche quelle delle altre. Durante il periodo dove non ho parlato con la stampa, mi sono stupito di aver sentito parlare della Roma in un certo modo, sentir dire che siamo candidati allo Scudetto. Solo la Sampdoria e il Lecce hanno speso meno di noi, dunque soltanto se ci fossero 18 scudetti in palio potremmo parlare di Roma favorita.

Il paragone con le altre big

ANSA | José Mourinho sulla panchina della Roma

Mourinho passa ai fatti ed snocciola diversi esempi di club che in Italia hanno speso di più, compresi i rivali cittadini della Lazio:

Milan e Inter ad esempio hanno finito con 23 e 25 punti più di noi, hanno migliorato la squadra. Non mi sembra che siamo candidati per lo Scudetto. C’è troppo clamore intorno a noi, abbiamo fatto bene con Tottenham e Shakhtar. La Lazio ha speso 39 milioni, magari sono loro i candidati a vincere. Parlare di noi come favoriti è come vendere un prodotto non reale. Il nostro Scudetto è l’amore dei tifosi, giocare le amichevoli con lo stadio pieno, la fiducia che c’è intorno alla squadra. Non abbiamo mai parlato di Scudetto, abbiamo bisogno di tempo. Sono qui da 13 mesi. Siamo migliorati rispetto all’anno scorso e vogliamo fare meglio in campionato, lasciateci lavorare.

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