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Ucraina, l’intelligence britannica conferma l’avanzata di Kiev. La storica controffensiva in una mappa

Una mappa mostra la riconquista dei territori da parte delle forze ucraine portata avanti negli ultimi giorni

Kupiansk, Balakliya, e soprattutto Izjum. Le forze di Kiev spingono la controffensiva nell’Est del Paese, riconquistando centri da mesi in mani russe. Solo ieri e in poche ore, le città strategiche della regione di Kharkiv tornano in mani ucraine. Il presidente Volodymyr Zelensky ogni sera illustra all’Ucraina la lista aggiornata dei territori «liberati»: la stima dell’Institute for the Study of War è di circa 2.500 chilometri quadrati. La ripresa di Kupiansk è cruciale perché si trova lungo i percorsi di rifornimento della linea del fronte del Donbass. Gli stessi russi iniziano ad ammettere la ritirata, parlando però di un loro cambio di strategia per «riorganizzare le truppe verso l’obiettivo prioritario della presa del Donbass». Il cambiamento degli equilibri nell’area è certificato anche dalla ripresa dei villaggi di Grakove e Balakliya. A sud continua l’altra grande battaglia, scatenata dal contrattacco dell’esercito ucraino nell’oblast di Cherson, verso cui Mosca ha inviato rinforzi con 1.300 ceceni agli ordini di Ramzan Kadyrov.


L’intelligence britannica conferma i progressi di Kiev

Anche l’intelligence britannica ha riconosciuto i «notevoli progressi a est» di Kiev nel suo aggiornamento quotidiano sulla situazione nel Paese. Il rapporto dell’intelligence parla poi delle esportazioni di grano dall’Ucraina smentendo l’affermazione fatta dal presidente russo Vladimir Putin il 7 settembre scorso, secondo cui solo 60.000 delle tonnellate di grano esportate da agosto sono state inviate a Paesi in via di sviluppo. Secondo i dati dell’Onu, circa il 30% delle esportazioni è andato a Paesi a reddito medio-basso in Africa, Medio Oriente e Asia.


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