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Dl Aiuti bis, la settimana clou in parlamento si apre senza intesa sul Superbonus

Martedì è atteso il voto in Senato e giovedì alla Camera. La conversione in legge di questo intervento è considerata determinante per dare il via al nuovo pacchetto di misure

17 miliardi di sostegni per contenere gli effetti del caro-energia su famiglie e imprese. È questa la cifra contenuta nel Dl Aiuti bis, che proprio questa settimana entra nella sua settimana clou, con il Senato e la Camera impegnati a votare il provvedimento. A tenere in ostaggio il provvedimento del governo è soprattutto il dibattito sul Superbonus 110%, su cui le forze politiche devono trovare un accordo per evitare di mandare in fumo le misure a sostegno di famiglie e imprese.


Lo stallo sul Superbonus

Almeno a parole, tutti i partiti si dicono pronti a votare il provvedimento. Di fatto, però, manca ancora un’intesa. I tecnici del ministero dell’Economia sono al lavoro per trovare una mediazione che tenga conto delle richieste dei vari partiti. Fra tutti, è il Movimento 5 Stelle a essere accusato da più parti di ostruzionismo, anche se il suo leader, Giuseppe Conte, sottolinea: «Noi non abbiamo posto alcun veto. Sono il governo e le altre forze politiche che stanno mettendo un veto a 30-40mila aziende che rischiano di fallire». La soluzione individuata dal governo punta a tutelare le aziende oneste che hanno usufruito della misura, evitando però un condono a chi ha truffato. In altre parole, il decreto dovrebbe prevedere sanzioni solo per quelle imprese che hanno dimostrato di agire con dolo o colpa grave. «Sbloccheremo i crediti ed eviteremo il fallimento di tante aziende oneste – ha annunciato ieri al Messaggero Federico Freni (Lega), sottosegretario all’Economia – Senza condoni, ma sanzionando solo chi non ha fatto i controlli con la dovuta diligenza».


Le prossime ore saranno decisive per capire se si è riusciti a superare lo stallo, anche se il sottosegretario è ottimista e annuncia che «l’intesa è vicina». Il Movimento 5 Stelle ha assicurato che voterà il decreto («Non siamo pazzi») e ci aspetta che anche tutti gli altri partiti facciano lo stesso. Il Pd, intanto, non risparmia qualche stoccata agli ex alleati. «Le ipotesi di riformulazione del governo sono un passo in avanti – commenta la presidente dei senatori del Pd, Simona Malpezzi – Saranno i fatti a dirci se il Movimento 5 Stelle, in un sussulto di responsabilità, metterà da parte le bandierine elettorali».

Le prossime tappe

Il testo definitivo del Dl aiuti bis è atteso martedì in Senato e giovedì alla Camera. Insieme alle misure di sostegno per il caro-bollette, il parlamento dovrà approvare anche l’aggiustamento di bilancio da 6,2 miliardi, che consentirà di sbloccare il nuovo pacchetto aiuti – il cosiddetto Dl Aiuti ter – per il quale il governo punta a mettere sul piatto altri 12 miliardi complessivi. In attesa che il parlamento approvi questa richiesta, il governo continua a lavorare senza sosta. Questa mattina il ministro dell’Economia Daniele Franco è stato a Palazzo Chigi per fare il punto sulle misure contro il caro-energia con il premier Mario Draghi e il sottosegretario alla presidenza Roberto Garofoli.

La partita per l’approvazione del Dl Aiuti bis, però, resta delicata. E non solo per i contenuti del provvedimento. L’incombenza delle elezioni, infatti, rischia di far sì che al momento della votazione l’aula sia semivuota. Ed è proprio per evitare questo scenario che tutti i leader di partito sono al lavoro in queste ore. Giorgia Meloni ed Enrico Letta hanno annunciato che giovedì sospenderanno momentaneamente la campagna elettorale per essere presenti alla Camera al momento della votazione. Se per l’approvazione del Dl Aiuti bis, infatti, è sufficiente garantire il numero legale, per approvare l’aggiustamento di bilancio serve la maggioranza assoluta del parlamento. Tra le misure contenute nel nuovo decreto di aiuti, sembra sicura la proroga del credito di imposta per le imprese, che potrebbe essere estesa anche ai piccoli esercizi, con potenza sotto i 16,5 Kw. Torna, poi, la rateizzazione delle bollette per le imprese (e forse anche per le famiglie) anche per il quarto trimestre dell’anno, mentre viene esclusa la cassa integrazione scontata per le aziende.

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