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La Svezia smentisce Gazprom: «Le perdite di Nord Stream non si sono fermate, sono cresciute di dimensioni»

La guardia costiera svedese ha smentito la notizia del gestore: «La perdita misura circa 30 centimetri di diametro»

A più di una settimana dalle esplosioni che hanno coinvolto i gasdotti Nord Stream nel Mar Baltico, le fuoriuscite di gas continuano. Sabato, Gazprom aveva annunciato che una delle due linee, Nord Stream 2, non subiva più alcuna perdita. A smentire questa ricostruzione è la Guardia costiera svedese, secondo cui le fuoriuscite di gas dalle tubature non solo non si sono fermate, ma sono addirittura cresciute di dimensioni. Dopo un volo effettuato stamattina sopra i luoghi interessati, la perdita del Nord Stream 1 non era più visibile, mentre «quella più piccola proveniente da Nord Stream 2 è leggermente più grande di ieri» e le bolle in superficie sono arrivate a superare i 30 metri di diametro.


Il Cremlino: «Nord Stream può essere riparato»

Questa mattina, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha precisato che le condutture di Nord Stream potranno essere riparate e ripristinate, ma che «per ora non ci sono tempistiche specifiche». Peskov ha aggiunto che la reazione dell’Occidente è stata «isterica». Per questo, la Russia non ha ancora chiaro «con chi collaborare per ripristinare il flusso di Nord Stream». L’Occidente, capitanato da Svezia e Usa, continua a incolpare la Russia di aver sabotato deliberatamente i gasdotti. Mentre il Cremlino sostiene di avere prove a supporto di un possibile coinvolgimento americano nelle esplosioni della scorsa settimana. A chiarire le responsabilità potrebbe essere proprio lo stop alle fuoriuscite di gas. Una volta esaurita la perdita, infatti, si potrà procedere sia alla riparazione dei tubi sia all’avvio delle indagini.


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