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Esplosione del ponte di Kerch, il pressing di Medvedev: «I russi si aspettano la distruzione dei terroristi del regime di Kiev»

Il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo, tre mesi fa, aveva dichiarato che un attacco in Crimea avrebbe innescato l’arrivo immediato del «giorno del giudizio, da cui sarà molto difficile nascondersi»

«Questo è un atto terroristico e un sabotaggio commesso dal regime criminale di Kiev. Non ci sono dubbi e non c’erano. Tutti i rapporti e le conclusioni sono chiari. La risposta della Russia a questo crimine può essere solo la distruzione diretta dei terroristi. Questo è ciò che i cittadini russi stanno aspettando». Sono le parole del vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, riportate dall’agenzia Ria Novosti, a seguito dell’esplosione sul ponte sullo stretto di Kerch e che ha colpito l’unico collegamento stradale e ferroviario diretto tra Crimea e Russia, nonché una delle principali infrastrutture strategiche utilizzate da Mosca nella guerra contro Kiev, dato che il ponte è utilizzato anche per l’invio di armi, blindati e per l’invio delle truppe russe nelle aree di Zaporizhzhia e di Cherson. Anche il presidente russo Vladimir Putin nelle scorse ore, parlando dell’esplosione, ha dichiarato: «È stato un attacco terroristico volto a distruggere le infrastrutture civili critiche della Federazione Russa». E già tre mesi fa, Medvedev aveva dichiarato che un attacco in Crimea avrebbe innescato l’arrivo immediato del «giorno del giudizio, molto veloce e pesante, da cui sarà molto difficile nascondersi».


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