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Cingolani: «Il price cap in Europa è in arrivo ma l’Italia deve far funzionare i rigassificatori»

Il ministro della Transizione ecologica: io andrò via, ora il parlamento si deve riappropriare delle sue prerogative

Sul price cap in Europa il compromesso è quasi raggiunto. Ma l’Italia non può fare a meno del rigassificatore di Piombino. Il ministro della Transizione Ecologica Roberto Cingolani lo ha detto intervenendo ai Green Talks di Rcs Academy Repower Eu verso l’Unione Energetica. Per il ministro «probabilmente il price cap sarà un intervallo entro il quale il Ttf potrà variare senza avere questi picchi di volatilità assurdi. Direi che su questo stiamo convergendo, venerdì scorso ci sono stati gli ultimi allineamenti in videoconferenza. Stasera ci sarà una riunione informale dei ministri dei paesi più energivori. Credo che si possa giungere a una soluzione di compromesso che contribuirà a limitare fortemente i costi». Ma se sulle rinnovabili «abbiamo avuto un’accelerazione» e «quest’anno siamo a oltre 11 GigaWatt, tra pregresso e richieste, se manterremo il piano del Pnrr di 7-8 GW l’anno potremo sostituire 16 miliardi di metri cubi di gas», il punto sono i rigassificatori. «È fondamentale che vengano messi in funzione il prima possibile, perché ne va della sicurezza nazionale», dice il ministro. Per quanto riguarda la sua esperienza da ministro, Cingolani dice che «sicuramente è finita perché penso ci sia un tempo per i tecnici e un tempo, che credo sia giunto, in cui il Parlamento si deve riappropriare delle sue prerogative e fare le sue scelte politiche. Io credo di aver fatto nei limiti quello che potevo, ce l’ho messa tutta, probabilmente non sarà stato abbastanza ma credo che il mio tempo da questo punto di vista sia finito».


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