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Regno Unito, Liz Truss licenzia il cancelliere Kwarteng. Al suo posto Jeremy Hunt, ex ministro del governo May

Dopo le polemiche politiche e mediatiche delle scorse settimane, la premier ha scaricato il suo ministro del Tesoro. Lo sostituirà l’ex ministro degli Esteri di Theresa May

Dopo settimane di proteste e caos finanziario, la premier britannica Liz Truss ha scaricato il cancelliere dello Scacchiere Kwasi Kwarteng, equivalente del ministro delle Finanze e del Tesoro. Kwarteng, 47 anni e primo uomo di origini africane a ricoprire quella poltrona, è stato costretto a dimettersi a meno di quaranta giorni dalla nascita del nuovo esecutivo. A contribuire alla decisione di Truss è soprattutto la bufera – politica, finanziaria e mediatica – generata in queste settimane dalla controversa «mini manovra di bilancio». A prendere il posto di Kwarteng, come riporta il Guardian, sarà Jeremy Hunt, 56 anni e già ministro degli Esteri sotto Theresa May. Secondo il quotidiano britannico, la scelta di Truss avrebbe come principale obiettivo quello di riunificare il partito conservatore, sempre più in rivolta contro di lei.


Le proteste e i ripensamenti

Nei piani originali della premier, la manovra fiscale del governo doveva avere una chiara impronta neoliberista, con tagli miliardari alle tasse. Le misure contenute nel pacchetto, però, erano da realizzarsi per una buona parte in deficit. Ed è proprio la mancanza di coperture – per di più, in un contesto di inflazione, guerra e ascesa dei tassi – ad aver scatenato il panico sui mercati finanziari, portando la sterlina a raggiungere i minimi storici. La decisione di tagliare le tasse alle fasce più benestanti della popolazione aveva causato anche grande indignazione popolare, con proteste e manifestazioni di piazza in diverse città del Regno Unito. Il 3 ottobre, sulla scia di questi eventi, Kwarteng aveva deciso di fare marcia indietro su alcune delle misure più controverse. «Abbiamo capito e abbiamo ascoltato», aveva detto l’ex cancelliere britannico annunciando le modifiche al pacchetto di misure economiche. La cosiddetta «inversione a U» del governo, però, non è stata sufficiente per placare gli animi. Per questo, la premier britannica ha deciso di scaricare il cancelliere.


Le opposizioni: «Ora elezioni anticipate»

Nei giorni scorsi, in un’intervista a Sky News, Truss ha detto che «non c’è niente di cui vergognarsi» per i ripensamenti del suo governo in materia fiscale. Tuttavia, secondo Nicholas Watt, cronista politico della Bbc, un gruppo di dirigenti Tories starebbe pensando di chiedere le dimissioni della premier già la prossima settimana. I Laburisti, intanto, cercano di approfittare della situazione, puntando il dito contro l’intero partito conservatore. «Questa inversione a U è necessaria, ma il danno ormai è stato fatto – ha scritto la parlamentare Rachel Reeves su Twitter – Questa è una crisi dei Tories e non sarà dimenticata né perdonata. Solo un governo laburista ha la credibilità e l’autorevolezza per risolvere questo casino». Il Lib-dem Ed Davey, leader del terzo partito più grande del Paese, torna invece a chiedere le elezioni anticipate. «Boris Johnson ha fallito e Liz Truss ha distrutto la nostra economia – ha scritto Davey in un tweet – È arrivato il momento di dare la parola ai cittadini inglesi».

Foto di copertina: Liz Truss

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