Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Meloni rivendica il decreto anti-rave: «Ne vado fiera. Dopo anni, l’Italia non sarà più maglia nera in tema di sicurezza»

La presidente del Consiglio: «Vorrei rassicurare tutti i cittadini, qualora ce ne fosse bisogno, che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso». E replica alle accuse dell’opposizione: «Le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano»

Dopo le perplessità sollevate da parte di costituzionalisti, giuristi, penalisti e opinione pubblica sul nuovo decreto anti-rave approvato durante il primo consiglio dei Ministri del governo Meloni, oltre ai forti dubbi sul ricorso all’uso delle intercettazioni per “individuare” in anticipo questo tipo di eventi, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, con un post su Facebook, ha rivendicato la decisione dell’esecutivo di dare il via libera, sostanzialmente, all’introduzione, del nuovo articolo 434-bis del codice penale, che dovrà comunque ottenere il via libera anche dal Parlamento. «Innanzitutto vorrei dire che è una norma che rivendico e di cui vado fiera perché l’Italia – dopo anni di governi che hanno chinato la testa di fronte all’illegalità – non sarà più maglia nera in tema di sicurezza». E prosegue: «È giusto perseguire coloro che – spesso arrivati da tutta Europa – partecipano ai rave illegali nei quali vengono occupate abusivamente aree private o pubbliche, senza rispettare nessuna norma di sicurezza e, per di più, favorendo spaccio e uso di droghe». E la premier replica anche alle accuse: «Ho letto diverse dichiarazioni da parte di esponenti dell’opposizione in merito alle misure prese in Consiglio dei Ministri sui cosiddetti rave party abusivi», spiegando che «le strumentalizzazioni sul diritto a manifestare lasciano il tempo che trovano, ma vorrei rassicurare tutti i cittadini – qualora ce ne fosse bisogno – che non negheremo a nessuno di esprimere il dissenso», ripetendo in parte quanto già dichiarato durante il discorso di insediamento in Parlamento. E la premier rilancia e ribatte all’opposizione: «A negarlo in passato, semmai, sono stati proprio coloro i quali oggi attaccano i provvedimenti del nostro Esecutivo, difendendo di fatto chi invade terreni ed edifici altrui». E nel ringraziare «le Forze dell’Ordine che hanno gestito in modo ordinato e in piena sicurezza lo sgombero del capannone a Modena», la presidente del Consiglio conclude: «Abbiamo dimostrato che se lo Stato c’è, può garantire ai cittadini di vivere in una Nazione più sicura, e che anche in passato si sarebbero potuti arginare episodi simili».


Piantedosi: «Attacchi pretestuosi da parte dell’opposizione»

Sempre quest’oggi, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, in un’intervista al Corriere della Sera, ha ribadito che «l’obiettivo di queste norme approvate dal Consiglio dei ministri è allinearci alla legislazione degli altri Paesi europei anche ai fini di dissuadere l’organizzazione di tali eventi che mettono in pericolo soprattutto gli stessi partecipanti e finiscono per tenere in scacco intere zone, pregiudicando attività commerciali e viabilità». Il titolare del Viminale ha inoltre definito «pretestuosi» gli attacchi da parte di chi sostiene che con l’introduzione della nuova normativa sarà possibile restringere le maglie attorno a tutta una serie di manifestazioni pubbliche: «Trovo offensivo attribuirci la volontà di intervenire in altri contesti, in cui si esercitano diritti costituzionalmente garantiti a cui la norma chiaramente non fa alcun riferimento. In ogni caso la conversione dei decreti si fa in Parlamento, non sui social. In quella sede ogni proposta sarà esaminata dal governo».


Continua a leggere su Open

Leggi anche: