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Rave party, la citazione bufala su Ilaria Cucchi e il fratello

Una dichiarazione diffusa tramite un sito che si spaccia per “satirico”

Su Twitter circolano diversi interventi dove si contesta l’affermazione attribuita a Ilaria Cucchi sul tema rave party: «Mio fratello ci andava». In molti non riportano quantomeno una fonte valida, una data o un luogo dove l’attuale senatrice abbia rilasciato tale dichiarazione sul tema. Una “fonte” c’è ed è quella che ha diffuso la bufala, un sito italiano il cui nome storpia quello di una testata giornalistica.

Per chi ha fretta

  • Circola una citazione attribuita a Ilaria Cucchi sul tema rave party.
  • Nessuno riporta dove e quando sia stata fatta tale dichiarazione.
  • L’unica fonte è un sito che si fa chiamare «La ReFubblica».
  • Il sito «La ReFubblica» si definisce «magazine satirico».

Analisi

Tra i tweet troviamo quello dell’utente Sabrina F. (@itsmeback_) e i commenti a seguire (qui, qui e qui):

@itsmeback_: «Ilaria Cucchi a favore dei Rave “mio fratello ci andava” Non avevo dubbi.»

@rita_ciciulla: «Ma costei non ha dignità,,,ha allontanato il fratello in vita per sfruttarne da morto l’immagine di un perdente drogato rifiutato dal mondo,persino da lei che è la sorella e farne una fonte di soldi e opportunità,,,,questa è la vera opportunista parassita. Funzionale in tutti i suoi aspetti,,,,,»

In un altro tweet dell’utente @Stocca64, invece, troviamo condiviso un sito che riporta la citazione (uno dei commenti qui):

@Stocca64: «#IlariaCucchi a favore dei #rave: “Mio fratello ci andava” Beh cara signora #Cucchi se i risultati sono stati quelli noti a noi tutti avrei poco da vantarmi in favore di chi frequenta questi raduni…»

@Valeria86788501: «Se ne vanta pure? Del resto,il fratello era un drogato e uno spacciatore, dove altro poteva andare? Ma solo in Italia i delinquenti diventano santi solo perché muoiono»

Il sito di “satira”

Nella condivisione del tweet precedentemente troviamo una pubblicazione dal titolo «Ilaria Cucchi a favore dei rave: “Mio fratello ci andava”» pubblicato dal sito «La ReFubblica» a firma di tale Alex Cavalieri (dall’url del profilo pare essere l’admin del sito):

Ha preso parola e come sempre ha parlato del fratello, come sempre quando l’argomento non lo richiede, ma se lo richiede FanPage cambia tutto, quanti bei post senza senso con maneggio di regime con lei protagonista, Vittima della sua stessa fortuna, ma in fondo importante è essere di sinistra.

Il sito si presenta con un nome che ricorda quello della testata La Repubblica, con un logo diverso e lo slogan “Scherziamo sul serio”.

Di seguito il disclaimer presente sotto ogni pagina del sito:

La Refubblica non è a tutti gli effetti una testata giornalistica, e come magazine satirico tutti gli articoli contenuti in esso non corrispondono alla veridicità dei fatti. ATTENZIONE, questo magazine SATIRICO non è in alcun modo riconducibile a ‘La Repubblica’, noto quotidiano.

Le reazioni

Oltre a Twitter, su Facebook la condivisione della pubblicazione viene spacciata per veritiera con le conseguenti reazioni:

Il sito è collegato a una pagina Facebook, dove viene indicata come “pagina di satira”:

Le condivisioni del post dell’articolo risultano di questo tenore:

Il bel tacere non fu mai scritto…cazzarola cucchi,non la perdi mica l occasione eh di dir stronzate atomiche eh…ci credo che ci andava…ci credo….ma che ne sai tu,che non l hai cagato,l hai disprezzato finché non hai capito che poteva diventare fonte di guadagno…pajaza

Conclusioni

La citazione attribuita a Ilaria Cucchi (già vittima di diverse fake) risulta essere falsa, inventata e diffusa da un sito che dal nome ricorda una testata giornalistica italiana e che si autodefinisce «magazine satirico». Nel caso in questione, considerato il testo che accompagna la falsa citazione, la satira risulta assente in quanto mancante di ironia e di critica a scopo di sensibilizzazione.

Questo articolo contribuisce a un progetto di Facebook per combattere le notizie false e la disinformazione nelle sue piattaforme social. Leggi qui per maggiori informazioni sulla nostra partnership con Facebook.

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