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Meloni ai sindacati: «Si rischiano pensioni future inesistenti». Landini: «Nessuna risposta»

Intanto il ministro dell’Economia Giorgetti ha firmato il decreto che dispone, a partire dal 1 gennaio 2023, un adeguamento pari a +7,3% delle pensioni dei cittadini

In un incontro a Palazzo Chigi durato più di due ore la nuova premier italiana ha parlato ai sindacati. «Il lavoro è la priorità delle priorità», ha detto Giorgia Meloni, individuando nel tema delle pensioni una delle principali criticità per il Paese. «Sono basse e quelle future rischiano di essere inesistenti», ha spiegato. Una prospettiva non incoraggiante che la presidente descrive facendo riferimento all’altrettanto difficile scenario attuale: «Siamo nel mezzo di una crisi internazionale sociale, usciamo da una pandemia, c’è una crisi energetica in corso, un aumento dei costi delle materie prime», elenca, «una inflazione vicina al 10% e i salari sono perlopiù inadeguati». Nel frattempo sul fronte del governo anche il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha firmato il decreto che dispone, a partire dal 1 gennaio 2023, un adeguamento pari a +7,3% delle pensioni dei cittadini. Pochi giorni fa le proiezioni dei sindacati avevano registrato «quasi un milione di posti di lavoro a rischio» causa crisi energetica. A questo proposito la stessa premier ha chiesto massima collaborazione: «Stiamo affrontando il momento più difficile della storia della Repubblica e questo richiede da parte di tutti un supplemento di responsabilità». Il confronto tra la leader del nuovo governo e i sindacati è poi continuato sul tema delle tassazioni sul lavoro, secondo Giorgia Meloni «un grande freno» per lo sviluppo del Paese insieme ai «tassi di interesse che tornano a salire». Nel frattempo anche il ministro


«Necessario mettere da pare i preconcetti»

Il rapporto tra il nuovo governo e i sindacati è una delle questioni su cui la premier si è più intrattenuta. Dalle proteste in piazza dopo pochi giorni dalla vittoria del centrodestra nelle politiche del 25 settembre fino ad oggi, il rapporto tra il nuovo governo e i sindacati continua ad essere, secondo la premier, una delle questioni da porsi, «tentando di mettere da parte i preconcetti nel rispetto delle diverse convinzioni». La promessa della leader è stata quella di garantire massima lealtà e trasparenza, invitando le parti sociali a decidere se affrontare la situazione «in una logica di contrapposizione», oppure «in una logica di collaborazione».


Landini: «Dalla premier solo apertura ma niente risposte concrete»

A commentare l’incontro con la premier è stato il segretario della Cgil, Maurizio Landini: «Oltre ad una disponibilità al confronto, oggi risposte di merito non ne abbiamo ancora avute», ha detto. «Non conoscendo le scelte del governo la valutazione è sospesa». Tra le richieste avanzate dai sindacati nell’incontro con Giorgia Meloni a Palazzo Chigi c’è stata quella del segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri: «Detassare subito le tredicesime per dare ristoro ai dipendenti e ai pensionati», ha detto, «e poi detassare gli aumenti contrattuali e quelli derivanti dalla contrattazione di secondo livello». Nel pacchetto delle urgenze il segretario ha poi aggiunto la riduzione del cuneo fiscale, «tutto ciò puntando anche sull’estensione della tassazione degli extraprofitti».

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